Tutti insieme appassionatamente
Ci sono film che appartengono a un’epoca e altri che riescono a superarla, diventando parte dell’immaginario collettivo. Tutti insieme appassionatamente (The Sound of Music), diretto da Robert Wise nel 1965, appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Un classico del cinema musicale che, dietro le sue melodie indimenticabili e i paesaggi mozzafiato, nasconde una storia in cui l’amore, la famiglia e il coraggio si confrontano con una delle pagine più buie della storia europea. La vicenda segue Maria, una giovane donna che fatica a trovare il proprio posto nella vita religiosa e che viene mandata a lavorare come governante presso la famiglia del capitano Georg von Trapp, un vedovo austero e rigidamente disciplinato. In una casa dominata dal silenzio e dalle regole, Maria porta allegria, spontaneità e soprattutto la musica, riuscendo a conquistare gradualmente i sette figli del capitano. Quello che inizialmente sembra un racconto familiare si trasforma così in un percorso di rinascita affettiva, destinato a coinvolgere anche gli adulti e a cambiare profondamente gli equilibri della famiglia. Il cuore del film è naturalmente Julie Andrews, straordinaria nel dare vita a una Maria solare, vivace e mai ingenua. La sua interpretazione rappresenta il perfetto equilibrio tra dolcezza, ironia e determinazione, mentre la sua voce trasforma ogni momento musicale in un’esperienza capace di coinvolgere lo spettatore. Accanto a lei, Christopher Plummer costruisce un Georg von Trapp inizialmente distante e severo, ma progressivamente disposto a riscoprire la propria umanità. La loro intesa funziona proprio perché non nasce da un’immediata attrazione romantica, bensì da un cambiamento interiore che restituisce al personaggio maschile emozioni e fragilità a lungo represse. La musica è, ovviamente, l’anima dell’intera opera. Brani come The Sound of Music, Do-Re-Mi, My Favorite Things ed Edelweiss non sono semplici intermezzi pensati per alleggerire la narrazione: diventano strumenti attraverso cui i personaggi esprimono ciò che le parole, da sole, non riuscirebbero a comunicare. Il canto riunisce una famiglia divisa, restituisce ai bambini la loro infanzia e permette a Georg di recuperare un legame con il passato. Robert Wise dimostra una notevole padronanza del linguaggio cinematografico, alternando numeri musicali, momenti intimi e ampie sequenze paesaggistiche con una fluidità che rende il film ancora oggi visivamente affascinante. Eppure, ridurre Tutti insieme appassionatamente a una favola musicale sarebbe limitante. Sullo sfondo della vicenda sentimentale si fa sempre più minacciosa l’espansione del nazismo e l’annessione dell’Austria alla Germania nel 1938. L’idillio familiare si incrina e il film cambia progressivamente tono: la libertà individuale e la responsabilità morale diventano questioni concrete, non più soltanto ideali romantici. La scelta di Georg di non piegarsi al nuovo potere conferisce alla storia una dimensione politica che acquista particolare forza proprio in contrasto con l’atmosfera luminosa che caratterizza gran parte della pellicola. Naturalmente, a distanza di oltre sessant’anni, alcune soluzioni narrative possono apparire idealizzate e la durata considerevole richiede una certa disponibilità ad abbandonarsi ai ritmi del musical classico. Anche il sentimentalismo, in alcuni passaggi, è dichiarato e poco incline alle sfumature. Ma sarebbe ingeneroso giudicare il film esclusivamente attraverso la sensibilità contemporanea: la sua forza risiede proprio nella capacità di costruire un racconto popolare, accessibile e coinvolgente, senza rinunciare a temi universali.
Trama – fonte: www.comingsoon.it
Tutti insieme appassionatamente, film del 1965 diretto da Robert Wise, è ambientato in Austria e racconta l’emozionante storia di una postulante Maria (Julie Andrews), che si trova improvvisamente catapultata nella vita della famiglia Von Trapp. Maria è una bellissima e frizzante ragazza novizia presso il Monastero di Salisburgo. Il suo amore per il canto e per il ballo e la sua difficoltà ad applicare la disciplina imposta dal suo ordine fanno dubitare molte consorelle circa la sua reale “chiamata”. La Superiora del Monastero, per mettere alla prova la sua discussa vocazione, esorta la ragazza a trascorrere un periodo di tempo come governante nella casa di una rispettosa e nobile famiglia, quella del comandante della Marina Imperiale Austriaca Georg Ritter Von Trapp (Christopher Plummer), rimasto vedovo ancora giovane e con sette figli da crescere. La postulante accetta, seppur con timore, la proposta della Superiora e arrivata nella grande villa dei Von Trapp si trova davanti all’affascinante ufficiale, uomo accattivante ma dal carattere rigido e irreprensibile. L’incontro con i suoi sette magnifici ma vivaci figli, che hanno cambiato già 12 governanti a causa della loro pianificata animosità e alla quale il comandante sta reagendo imponendo loro una disciplina militaresca, non è semplice: i ragazzi mostrano subito alla nuova istitutrice le loro ostilità. Ma Maria è diversa dalle altre governanti, con il suo carattere solare e gentile, conquista quasi subito la simpatia e l’affetto genuino dei bambini. La sera stessa dell’arrivo di Maria in casa Von Trapp, il comandante comunica alla famiglia che il giorno seguente sarebbe partito per Vienna, ospite della baronessa Schraeder (Eleanor Parker) con cui intrattiene un intimo legame da qualche tempo. I ragazzi trascorrono diverse settimane molto felici, accuditi magnificamente solo da Maria, che si prende cura in modo amorevole e originale non solo dei loro problemi materiali, ma anche e soprattutto del loro aspetto emotivo, come solo una brava mamma riuscirebbe a fare. Nasce tra i sette fratelli e la dolcissima Maria un legame speciale, fatto di affetto, comprensione e amore. Il ritorno a casa di Von Trapp accompagnato dall’algida baronessa Schraeder, con cui ha deciso di sposarsi nonostante non ne sia veramente innamorato, crea scompiglio non solo tra i figli ma anche in Maria, che si trova improvvisamente e incredibilmente innamorata di quest’uomo dal cuore indurito e allo stesso tempo buono, arrivando a provare un profondo turbamento considerata la sua vocazione. Sconvolta dai sentimenti che prova, la novizia decide drasticamente, ma con il cuore a pezzi, di tornare al convento senza dare troppe spiegazioni a nessuno. Ma la sua assenza in casa si farà sentire e non solo tra i ragazzi…
Cast – fonte: www.comingsoon.it






















Trailer
Riconoscimenti – fonte: www.mymovies.it
Il film ottenne ben dieci nomination ai Premi Oscar del 1966, vincendo cinque statuette:
- Miglior film
- Miglior regia a Robert Wise
- Miglior adattamento musicale a Irwin Kostal
- Miglior montaggio a William Reynolds (II)
- Miglior suono a James P. Corcoran, Fred Hynes
Le altre nomination furono:
- Nomination Miglior attrice a Julie Andrews
- Nomination Miglior attrice non protagonista a Peggy Wood
- Nomination Miglior fotografia a colori a Ted D. McCord
- Nomination Miglior scenografia per film a colori a Boris Leven, Ruby R. Levitt, Walter M. Scott
- Nomination Migliori costumi per film a colori a Dorothy Jeakins
Curiosità – fonte: ilcinegico.com
1. Il film è tratto dal musical teatrale del 1959 “The Sound of Music” (titolo originale anche del film), che si ispirava a sua volta al romanzo autobiografico “La famiglia Trapp” del 1949.
2. Originariamente la regia doveva essere di William Wyler. Alla fine arrivò Robert Wise che accettò dopo 3 rifiuti. Wise aveva già vinto l’Oscar per “West side story”.
3. Wise considerò Yul Brynner, Sean Connery e Richard Burton per il ruolo del capitano Von Trapp. Alla fine la parte venne data a Christopher Plummer.
4. Doris Day venne considerata per la parte della protagonista ma aveva già 43 anni ai tempi. Così alla fine dopo aver pensato anche ad Audrey Hepburn venne ingaggiata Julie Andrews non ancora trentenne. Quando il film uscì la Andrews aveva appena vinto l’Oscar per “Mary Poppins” e questo portò ancora più pubblico nelle sale. Il film incassò la bellezza di 286 milioni di dollari.
5. Il film vinse nel 1966 cinque oscar su dieci nomination (Film, regia, colonna sonora, montaggio e sonoro).
6. Debbie Turner che interpretava la piccola Marta Von Trapp iniziò a perdere dei denti da latte durante le riprese, così gliene misero di finti.
7. Il famoso numero musicale sulle montagne venne girato fra giugno e luglio del 1964 e anche se era piena estate Julie Andrews disse di essersi congelata correndo continuamente per i diversi ciak.
8. Kurt Russell fu vicino al ruolo di Friedrich Von Trapp.
9. Julie Andrews non voleva accettare la parte pensando fosse troppo simile alla sua Mary Poppins.
10. Secondo il tabloid britannico The Sun, il film è stato scelto dai dirigenti della BBC come una delle pellicole da trasmettere dopo un attacco nucleare, per migliorare il morale dei sopravvissuti. La BBC non ha confermato né smentito la storia.
11. Liza Minnelli, Patty Duke, Mia Farrow, Kim Darby, Lesley Ann Warren, Tisha Sterling e Sharon Tate hanno fatto il provino per il ruolo di Liesl Von Trapp. La parte è andata poi a Charmian Carr.
12. La colonna sonora del film è uno dei best-seller di tutti i tempi (circa 12 milioni di copie vendute nel mondo), e non è mai andata fuori stampa.
13. Julie Andrews ha confessato che cantava “Supercalifragilistichespiralidoso” ai bambini del cast per intrattenerli durante le riprese. Dal momento che “Mary Poppins” non era ancora uscito nelle sale i bimbi pensavano che avesse composto la canzone per loro.
14. La Fox pagò ben un milione di dollari per i diritti del libro. Una cifra spropositata per l’epoca. Questo film salvò la Fox dalla bancarotta dopo le perdite enormi di “Cleopatra” (1963).
15. Il film venne pesantemente censurato in Germania e Austria e per questo non è molto conosciuto dal grande pubblico tedesco ed austriaco.
16. Le riprese a Salisburgo dovevano essere di sei settimane ma la pioggia continua di quei giorni portò le settimane a undici. Il film venne poi completato a Los Angeles.
17. Christopher Plummer non cantava e per questo la sua voce nelle canzoni era di Bill Lee.
18. Julie Andrews imparò a suonare la chitarra per il film.
19. Il regista voleva a tutti i costi Grace Kelly nel ruolo della Baronessa ma ormai aveva abbandonato la recitazione da anni dopo il matrimonio con il principe Ranieri. Venne ingaggiata così Eleanor Parker.
20. Dalla prima scena girata, all’ultima, ci sono stati in mezzo ben quattro mesi di lavorazione.


