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Bastardi senza gloria

Bastardi senza gloria

2009 ‧ Guerra/Azione ‧ 2h 33m

Come in ogni sua pellicola, Tarantino non delude le aspettative e si reinventa, al punto da apporre un proprio marchio di fabbrica anche ad una pellicola che tratta la scomodità del tema della Grande Guerra. Il suo modo di illuminare e filmare il set è un chiaro omaggio all’espressionismo, nonché ad una pellicola che gli sta molto a cuore, ovvero a Quel maledetto treno blindato di Castellari, del 1977. Tarantino fa suo anche questo genere, e grazie alla sua smisurata saggia ricchezza cinematografica, osa con estremo coraggio e lo reinventa in qualcos’altro: nelle sue mani il genere bellico diventa un oggetto con cui giocare, lo smonta e lo rimonta secondo un proprio criterio che non può che affascinare pubblico e critica. Il cocktail creato e servito da Tarantino è fatto di Pabst e del suo décor espressionista claustrofobico e di von Sternberg e dei suoi giochi di luce che mutano di set in set. Ma la particolarità di questa pellicola, rispetto al suo cinema, è la capacità che ha avuto nel rendere protagonista lo spazio e non i personaggi, che vengono a sua volta fagocitati di capitolo in capitolo. Tarantino ci ha abituati a drastici cambiamenti, da Pulp Fiction a Jackie Brown ad esempio, così come ad un cinema che sia pura espressione di altro cinema, eppure con Bastardi senza gloria è stato capace di un’ulteriore metamorfosi, più istintiva che necessaria, portandoci ad esplorare nuovi percorsi del suo genio artistico. I cinque capitoli che compongono l’opera, sono come gli atti di una tragedia teatrale, ciascuno caratterizzato da uno stile e da un’illuminazione che muta e li rende unici e distinti l’uno dall’altro, conferendo al film, l’onere di essere la sua opera più teorica fin qui ideata dal suo estro: la sua grande abilità di creare un’allucinazione perversa e trasformarla in un divertito gioco che ridisegna le pagine della Storia attraverso il cinema è la sua firma. La furia di Quella sporca dozzina di Aldrich viene contaminata con degli squarci di cinema, oserei dire, demenziale, come il nazista giustiziato con una mazza da baseball, oppure la sparatoria nella taverna ricorda le traiettorie imprevedibili di tutta la seconda parte di Kill Bill – Vol. 1. Ci sono movimenti e dialoghi propri del cinema burlesque, come quando il tenente Aldo Raine (Brad Pitt) e due suoi uomini fingono di essere italiani davanti al colonnello nazista e uno di loro dice di chiamarsi Antonio Margheriti. La pazzia del cinema di Tarantino continua a contagiare. Oltre ad avere una smisurata ricchezza, possiede oggi un’identità pressoché unica nel cinema mondiale, un’identità che ad un certo punto del percorso vuole mutare e diventare qualcos’altro, esempio di come Tarantino abbia il coraggio di rischiare e reinventarsi, come se fosse sempre al primo film.

 


Trama – fonte: www.comingsoon.it

Bastardi Senza Gloria è un film del 2009 diretto da Quentin Tarantino.
Francia, 1941. Durante l’occupazione nazista, Shosanna Dreyfus (Melanié Laurent), giovane ebrea, sopravvive per miracolo al massacro della sua famiglia, commesso dal colonnello nazista Hans Landa (Christoph Waltz), noto come “cacciatore di ebrei”. Questo evento traumatico cambia per sempre la vita della ragazza, intenzionata ad avere la propria vendetta personale.
L’occasione le si presenta qualche anno dopo, a Parigi, dove si è rifugiata sotto il falso nome di Emmanuelle Mimieux ed è divenuta proprietaria di una sala cinematografica. L’eroe di guerra Frederick Zoller, invaghitosi di lei, decide di organizzare la prima del film girato per celebrare il suo valore militare e il potere del Reich proprio nel cinema di Shosanna. Dopo aver scoperto che parteciperanno tutti gli alti capi nazisti, la giovane decide di mettere in atto la sua vendetta con l’aiuto di Marcel, il suo compagno.
La proiezione della pellicola suscita l’interesse dei “Bastardi”, dei soldati dell’esercito americano, scelti e guidati dal tenente Aldo Raine (Brad Pitt). Il gruppo militare decide di collaborare con l’attrice tedesca e spia alleata Bridget Von Hammersmark (Diane Kruger), che viene coinvolta in un’operazione che ha lo scopo di uccidere i leader del Terzo Reich. La trappola organizzata non va però come sperato, terminando con una brutale sparatoria.
Nel frattempo Shosanna, Marcel e i “Bastardi” si ritrovano a lavorare insieme per raggiungere lo stesso obiettivo, senza sapere niente gli uni degli altri, in una missione che cambierà le sorti della guerra.


Cast – fonte: www.comingsoon.it


Trailer


Riconoscimenti – fonte: www.mymovies.it

Il film ottenne ben otto candidature ai Premi Oscar del 2010, portandosi a casa una sola statuetta:

Miglior attore non protagonistaChristoph Waltz

Le altre nomination furono:
Nomination Miglior film
Nomination Miglior regia a Quentin Tarantino
Nomination Miglior sceneggiatura originale a Quentin Tarantino
Nomination Miglior fotografia a Robert Richardson (II)
Nomination Miglior montaggio a Sally Menke
Nomination Miglior montaggio del suono a Wylie Stateman
Nomination Migliori effetti speciali sonori a Wylie Stateman


Curiosità – fonte: cinema.fanpage.it

1. L’omaggio a Enzo G. Castellari.
Il titolo è un omaggio al film del 1977 del grande Enzo G. Castellari, “Quel maledetto treno blindato”, uscito negli Stati Uniti con il titolo “Inglorious Bastards”, che poi Tarantino ha storpiato in “Inglourious Basterds”.

2. Un progetto pensato e progettato dal 1994.
Quentin Tarantino iniziò a scrivere la sceneggiatura del film prima di “Kill Bill – Volume 1” (2003) ma non riusciva a trovare un finale adatto, quindi decise di terminare prima il film con Uma Thurman e poi riprendere il progetto. Tarantino ha più volte dichiarato che era dai tempi di “Pulp Fiction” che stava pensando e progettando “Bastardi senza Gloria”, quindi dal 1994.

3. La rinuncia di Ennio Morricone.
Nel novembre 2008, fu annunciato il coinvolgimento di Ennio Morricone per la composizione della colonna sonora. Nel gennaio 2009, però, il maestro ha comunicato, tramite il proprio sito, di non poter più lavorare al film perché impegnato con le musiche di “Baarìa” di Giuseppe Tornatore, che riuscirà ad ultimare prima dell’uscita di “Inglourious Basterds”. Tuttavia, aveva poco tempo per effettuare un lavoro di buona qualità e, quindi, dovette rinunciarvi.

4. Gli pseudonimi omaggio a registi italiani.
Nel film, lo pseudonimo usato dal sergente Donnie Donowitz/Eli Roth in occasione della prèmiere di “Orgoglio della nazione” è Antonio Margheriti, un chiaro riferimento al regista italiano, uno dei preferiti di Tarantino e Roth. Quello del tenente Raine/Brad Pitt è Enzo Gorlomi, storpiatura di Enzo Girolami, vero nome di Enzo G. Castellari.

5. Waltz e le 4 lingue.
Il personaggio interpretato da Christoph Waltz, il colonnello Hans Landa, nel film parla 4 lingue: inglese, francese, tedesco e italiano.

6. Il cameo di Quentin Tarantino.
Fate attenzione perchè Quentin Tarantino appare nel film in un cameo, con un primo piano a lui dedicato: si tratta del primo cadavere di un soldato tedesco a cui i “Bastardi” strappano lo scalpo (no, non mostreremo la foto, tranquilli).

7. Waltz al posto di DiCaprio.
Leonardo DiCaprio fu la prima scelta di Tarantino per il ruolo del colonnello Hans Landa, ma poi il regista pensò che un attore che parlasse tedesco fosse una scelta più opportuna, e quindi virò su Waltz. Tuttavia, DiCaprio restò nella mente di Tarantino fino al 2012, quando fu scelto per “Django Unchained”.

8. La reticenza di Til Schweiger nell’indossare l’uniforme nazista.
Tarantino ha dichiarato che l’attore Til Schweiger, nato e cresciuto in Germania, aveva rifiutato d’indossare l’uniforme nazista per il ruolo del sergente Hugo Stiglitz. Accettò solo quando Tarantino gli disse che il suo personaggio avrebbe ucciso dei Nazisti.

9. Golden Globe e Oscar.
Il film ha ricevuto 4 nomination ai Golden Globe, vincendone solo uno (Christoph Waltz come Miglior attore non protagonista) e ben 8 agli Oscar, portandone a casa sempre e solo uno per la performance di Waltz.

10. Dialoghi in 4 lingue diverse.
Nel film, i dialoghi sono per circa il 42% della durata in inglese, per il 28% in tedesco, per il 22% in francese e per l’1% in italiano.



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