Drive My Car
Drive My Car è un film che non ha fretta e non te ne concede. Ti prende per mano e ti chiede di rallentare, di ascoltare i silenzi quanto le parole, di accettare che il dolore non abbia spiegazioni nette né soluzioni immediate. Hamaguchi costruisce un racconto apparentemente semplice ma emotivamente stratificato, dove il lutto non è mai urlato, bensì sedimentato nei gesti quotidiani, negli sguardi trattenuti, nei dialoghi che sembrano girare attorno al punto senza mai colpirlo in pieno. La morte della moglie del protagonista non è un evento da elaborare, ma una presenza costante, quasi un personaggio invisibile che accompagna ogni scelta, ogni esitazione. La regia è di una precisione quasi musicale: la macchina da presa osserva, non giudica, e lascia spazio ai corpi e alle voci. L’auto diventa il cuore pulsante del film, un luogo sospeso dove il tempo sembra dilatarsi e le difese cadono lentamente. I viaggi in silenzio, le cassette con le battute di Zio Vanja, il rumore dell’asfalto: tutto contribuisce a creare un’atmosfera intima e ipnotica. Anche il teatro non è mai un semplice sfondo, ma uno specchio emotivo che riflette le fratture interiori dei personaggi, dimostrando come le parole scritte da altri possano, a volte, dire ciò che noi non riusciamo a pronunciare. Drive My Car è un film esigente, che chiede attenzione e disponibilità emotiva, ma ricompensa con una rara onestà emotiva. Non offre catarsi facili né risposte definitive, ma suggerisce che la comprensione reciproca – anche tra persone profondamente diverse – possa nascere dall’ascolto autentico. È un’opera che resta addosso, che continua a lavorare dentro lo spettatore anche dopo i titoli di coda, come un pensiero che ritorna mentre si guida, da soli, in silenzio.
Trama – fonte: www.comingsoon.it
Drive My Car, film diretto da Ryûsuke Hamaguchi, racconta la storia di Yusuke Kafuku (Hidetoshi Nishijima), un attore e regista teatrale felicemente sposato, fino a quando sua moglie, una drammaturga, è venuta a mancare improvvisamente. Due anni dopo questo tragico evento, Yusuke viene ingaggiato per mettere in scena lo “Zio Vanja” di Checov in un festival teatrale che si tiene a Hiroshima. Durante le rappresentazioni conosce Misaki (Tōko Miura), una ragazza che è stata scelta per fagli da autista. Trascorrendo sempre più tempo insieme a bordo di una Saab 900 rossa tra un tragitto e l’altro, i due legano molto e anche la riservata Misaki riesce ad aprirsi e a parlare di sé. L’attore e la sua autista iniziano a raccontarsi sinceramente, fino ad affrontare il delicato tema del passato di entrambi.
Cast – fonte: www.comingsoon.it













Trailer
Riconoscimenti – fonte: www.mymovies.it
Il film ottenne ben quattro nomination ai Premi Oscar del 2022, portandosi a casa una statuetta:
- Miglior film internazionale
Le altre nomination furono:
- Nomination Miglior film
- Nomination Miglior regia a Ryûsuke Hamaguchi
- Nomination Miglior sceneggiatura non originale a Ryûsuke Hamaguchi
Curiosità – fonte: tg24.sky.it
1 – Da un racconto di Murakami.
La prima cosa da sapere su Drive My Car è che si tratta dell’adattamento cinematografico dell’omonimo racconto di Haruki Murakami, contenuto nella raccolta Uomini senza donne. Benché costui non abbia certo bisogno di presentazioni, è comunque doveroso farne qualcuna: è uno degli scrittori, traduttori e accademici giapponesi più famosi a livello internazionale. Le sue opere più famose sono Nel segno della pecora (1982), Norwegian Wood (1987), L’uccello che girava le viti del mondo (1994-1995), Kafka sulla spiaggia (2002) e 1Q84 (2009–2010), giusto per citarne alcune. Murakami è inoltre il traduttore giapponese di parecchi capolavori di lingua inglese, da quelli di Raymond Carver a Il giovane Holden di J. D. Salinger.
2 – Il titolo.
Drive My Car è la traduzione di Doraibu mai kā, titolo originale del film in lingua giapponese. L’automobile è al centro del titolo poiché si tratta del fulcro attorno a cui ruota tutta la storia. Il protagonista infatti conoscerà la giovane autista dell’auto che gli viene assegnata a Hiroshima, quando arriverà in città per mettere in scena una rappresentazione del dramma di Anton Pavlovič Čechov Zio Vanja. L’incontro con quella autista e la stessa automobile saranno fondamentali nell’economia della trama di questa pellicola.
3 – La trama.
Senza spoiler alcuno – promesso – vi presentiamo di seguito un accenno di ciò che Drive My Car racconta. Yusuke è un attore e regista di teatro distrutto dall’improvvisa morte di sua moglie, drammaturga che lavorava al suo fianco e che amava moltissimo. Due anni dopo la scomparsa della sua amata coniuge, gli verrà chiesto di mettere in scena una rappresentazione di Zio Vanja a un festival teatrale di Hiroshima. Una volta arrivato qui, gli viene assegnata una giovane autista, molto riservata. A bordo della sua Saab 900 si ritroverà a stabilire un legame sempre più profondo, chilometro dopo chilometro. Fino ad arrivare a qualcosa a cui non credeva sarebbe mai più arrivato, stabilendo un rapporto ben più significativo di quanto si potesse aspettare.
4 – Il protagonista.
A interpretare Yusuke c’è Hidetoshi Nishijima, attore giapponese conosciuto soprattutto per il suo ruolo nella serie televisiva Asunaro hakusho, del 1993. Nel 2009, ha vinto il premio come migliore attore non protagonista allo Yokohama Film Festival ma i cinefili lo conosceranno – e lo riconosceranno – soprattutto per il film in cui ha debuttato sul grande schermo nel 2002, ossia Dolls di Takeshi Kitano. Diretto dal maestro del cinema giapponese, Hidetoshi Nishijima interpretava su quel mitico set il personaggio di Matsumoto. Si tratta del giovane protagonista che sta per sposare la fidanzata, Sawako. Poco prima del fatidico sì, però, i genitori di lui lo convincono ad accettare la proposta del suo datore di lavoro di sposare la propria figlia. La ragazza, abbandonata dal suo promesso sposo per meri motivi economici, deciderà di suicidarsi con un’overdose di farmaci ma verrà salvata all’ultimo. Quando Matsumoto scopre l’accaduto, scappa dalla chiesa in cui stava per sposare la figlia del capo. Corre in ospedale e qui trova Sawako che non riesce più a ragionare e si comporta come una bambina. La porterà via con sé, fuggendo in auto (nei film di Hidetoshi Nishijima l’automobile si rivela sempre qualcosa di altamente simbolico, magari proprio per questo è stato scritturato per Drive My Car). Hidetoshi Nishijima è impegnato quest’anno sul set di un altro film giapponese: Kamen Rider Black Sun di Kazuya Shiraishi, che uscirà nel 2022.
5 – Il regista.
Ryūsuke Hamaguchi, classe 1978, è il regista che firma questo gioiellino. Si tratta di un regista e sceneggiatore giapponese, conosciuto a livello internazionale da quando, nel 2021, ha vinto l’Orso d’argento, gran premio della giuria, al Festival di Berlino per Il gioco del destino e della fantasia e il Prix du scénario al Festival di Cannes per Drive My Car. Laureatosi all’Università delle arti di Tokyo, Hamaguchi ha esordito per lo schermo nel genere documentaristico, a cui si è dedicato per molti anni.
6 – Il film della durata di 5 ore dello stesso regista.
Nel 2015 Ryūsuke Hamaguchi, il regista di Drive My Car, si era già distinto grazie al suo film Happīawā, della durata di 5 ore e interpretato da attori non professionisti. Noto anche con il titolo internazionale di Happy Hour, il lungometraggio (anzi: il lunghissimissimo-metraggio!) ha vinto il Pardo per la miglior interpretazione femminile al Festival di Locarno del 2015 per le sue quattro protagoniste.
7 – Il pallino degli adattamenti letterari.
Drive My Car non è l’unico film firmato da Ryūsuke Hamaguchi che è tratto da un’opera letteraria. Già nel 2018 il regista aveva lavorato a Netemo sametemo, tratto dall’omonimo romanzo di Tomoka Shibasaki e presentato nel concorso principale del Festival di Cannes.
8 – Di Hamaguchi ci aspettano 4 storie antologiche.
Nel 2021 Ryūsuke Hamaguchi ha vinto il gran premio della giuria al Festival di Berlino per Il gioco del destino e della fantasia, film antologico composto da tre storie che Hamaguchi prefigura come le prime di sette. Quindi ci aspettano altre quattro storie antologiche, secondo i piani annunciati dal regista nipponico.
9 – Drive My Car presentato in concorso a Cannes.
Drive My Car è stato presentato in anteprima l’11 luglio 2021 in concorso alla 74ª edizione del Festival di Cannes. Dopodiché è stato distribuito nelle sale cinematografiche giapponesi da Bitters End a partire dal 20 agosto dello stesso anno.
10 – L’arrivo in Italia.
Il film è arrivato in Italia a settembre. Da noi è stato distribuito da Tucker Film, a partire dal 23 settembre 2021.


