Il favoloso mondo di Amélie

Il favoloso mondo di Amélie

2001 ‧ Romantico/Commedia ‧ 2h 2m

Una fiaba delicata e commovente trascinata dalla bravura e semplicità di Audrey Tatou nel ruolo di Amélie Poulain. Grazie al regista Jean-Pierre Jeunet Il favoloso mondo di Amélie confina lo spettatore in un singolare universo in cui Amélie è una ragazza introversa, rifugiata in questo mondo fantastico per colpa di un padre freddo e di una madre paranoica, causa di notevoli problemi di socializzazione. La morte accidentale della madre poi, aggrava ancora di più questo suo stato di isolamento, con conseguente allontanamento del padre che si rifugia nel culto della moglie defunta: tutto il suo tempo e tutte le sue attenzioni sono dedicate ad un piccolo altare in cui spicca la statua di un nano in stile Biancaneve, utilizzato per commemorare la madre di Amélie. Ambientato nel meraviglioso quartiere di Montmartre, Amélie lavora come cameriera in un popolare bar in cui ha la possibilità di incontrare e studiare strambi personaggi, come pittori, scrittori, artisti che la “aiutano” ad uscire lentamente dal sul fragile guscio. Ma la vita per Amélie cambiò radicalmente con le tristi immagini della morte di Lady D. viste in TV: la scioccarono al punto da farle scivolare dalle mani il tappo di una boccetta di profumo. Il tappo finì contro una mattonella del bagno e quando Amélie si chinò per raccoglierlo scorse una scatola di latta lì nascosta. La sua curiosità ebbe il sopravvento e la raccolse. Aprendola riportò alla luce ricordi sepolti di qualcuno che l’aveva trafugata in quel posticino, tempo prima. Fu così che Amélie trasformò la sua vita nella vocazione di aiutare il prossimo con attimi di felicità. Fu questo l’inizio della sua favola, che la condurrà inevitabilmente ad incontrare l’amore della sua vita… è questo l’inizio della narrazione favolistica voluta da Jean-Pierre Jeunet, un punto di vista innocente ed allo stesso tempo fiabesco, sottolineato dalla presenza della voce narrante. Dominique è l’uomo della scatola di latta che Amélie deve trovare, e lo fa con l’aiuto dell’uomo di vetro, un vicino di casa, pittore, che si è dato questo nomignolo per via della sua malattia, che causa una facile frantumazione delle ossa e per questo incline a passare tutto il suo tempo in casa. E poi c’è Nino (Mathieu Kassovitz), l’amore della sua vita, un tipo assolutamente sui generis. Nino è un commesso di un sexy shop con l’hobby di collezionare fototessere trovate a terra, magari gettate via dai rispettivi proprietari. Tutto in questa pellicola straordinaria è esasperato: dai particolari personaggi ai suoni dolci e palpitanti, dagli schemi ingarbugliati ad una realtà minuziosamente sgretolata e ricostruita, alle immagini talvolta confuse ma irrimediabilmente irresistibili. La genialità di Jeunet ha prodotto una favola romantica, divertente, semplice, commovente, a tratti surreale ma vera perché fa riscoprire la voglia di amare e far del bene che certamente non fa mai male. In questo mondo che troppo spesso ci regala amarezze e crudeltà, Il favoloso mondo di Amélie è un piccolo spiraglio dove si può ancora sognare.

 


Trama – fonte: www.comingsoon.it

Il favoloso mondo di Amélie è un film francese del 2001 scritto e diretto da Jean-Pierre JeunetAmélie Poulain (Audrey Tautou) è una giovane ragazza parigina che lavora come cameriera al “Cafè des 2 Moulins” a Montmartre. Vive in un mondo tutto suo. Traumatizzata dalla morte improvvisa di sua madre e dalla conseguente freddezza di suo padre, ora subisce il fascino delle piccole cose: fare una torta, immergere le dita in un barile di riso, immaginare quanti orgasmi si stiano verificando in città nello stesso momento, far rimbalzare i sassi sul Canal Saint-Martin. La stessa sera in cui muore la principessa Diana, Amélie trova una scatoletta di latta dentro un muro del suo appartamento. Apre la scatola e ne trova ricordi di infanzia di un bambino che l’aveva nascosta qualche tempo prima quando probabilmente abitava nello stesso appartamento. Adesso Amélie ha una missione: trovarne il proprietario e restituirgli un pezzo della sua infanzia. La giovane parigina riesce a riconsegnare la scatola con uno stratagemma, senza farsi vedere e, colpita dalla reazione positiva dell’uomo, decide di dedicare le sue giornate a rimettere a posto le cose che non vanno nella vita delle persone a lei vicine: assiste un uomo cieco ad attraversare la strada, riesce a convincere la portinaia del suo palazzo che il marito in procinto di morte stesse pensando a lei e fa fidanzare la sua collega da sempre single. Un giorno Amelie incontra Nino Quincampoix (Mathieu Kassovitz), un ragazzo molto particolare che passa il tempo collezionando fototessere gettate da persone insoddisfatte delle proprie pose. Amelie raccoglie da terra l’album di Nino, contenente le foto da lui collezionate e si impegna a risolvere il mistero legato ad una persona che appare più volte all’interno di esso. Riuscirà, Amelie, a trovare il tempo e la voglia di fare del bene anche a se stessa trovando l’amore?


Cast – fonte: www.comingsoon.it


Trailer


Riconoscimenti – fonte: www.mymovies.it

Il film ottenne ben cinque candidature ai Premi Oscar del 2002:

Nomination Miglior sceneggiatura originale a Jean-Pierre Jeunet, Guillaume Laurant
Nomination Miglior fotografia a Bruno Delbonnel
Nomination Miglior scenografia a Marie-Laure Valla, Aline Bonetto
Nomination Miglior suono a Vincent Arnardi, Guillaume Leriche, Jean Umansky
Nomination Miglior film straniero


Curiosità – fonti: www.deejay.it

1 – Il nome della protagonista è ispirato a quello dell’attrice Emily Watson.
Il regista Jean-Pierre Jeunet aveva pensato la parte per l’attrice inglese Emily Watson, chiamando il personaggio per l’appunto Emily. Tuttavia Watson declinò la proposta per dedicarsi alle riprese del film Gosford Park. Così si decise di rendere la protagonista al 100% francese traducendo il suo nome in Amélie.

2 – Il regista trovò la protagonista grazie alla locandina di un altro film.
Una volta scartata la possibilità di scritturare Emily Watson, Jeunet stava camminando per le strade di Parigi quando vide il poster pubblicitario del film Sciampiste & Co., in cui compariva Audrey Tatou. «Mi colpirono gli occhi scuri, il bagliore d’innocenza, l’aspetto inusuale – racconta JeunetCosì organizzai un incontro e le feci provare la parte. Dopo 10 secondi capii che doveva essere lei».

3 – Dopo l’uscita del film moltissime bambine sono state chiamate Amélie.
Nel 2000, l’anno precedente l’uscita del film, solamente 12 neonate fra Inghilterra e Galles furono chiamate Amélie. Nel 2002 il numero salì a 250 e nel 2007 si contavano ormai più di 1000 nuove piccole Amélie ogni anno. Questo numero è rimasto stabile da allora.

4 – È grazie a un assistente che il film ha la splendida colonna sonora di Yann Tiersen.
Il regista Jeunet non conosceva le composizioni minimaliste di Yann Tiersen fino a quando casualmente non ascoltò un suo CD mentre viaggiava sull’auto di un assistente di produzione del film. «Quella sera stessa possedevo già tutti i suoi dischi», disse in seguito. La colonna sonora del film raggiunse il primo posto nelle classifiche discografiche francesi.

5 – Esiste un musical di Broadway ispirato al film.
Jeunet si è detto “disgustato” all’idea (poiché non sopporta i musical in generale). Ha venduto i diritti di copyright solo per dare il ricavato in beneficenza. Nel musical non c’è traccia della colonna sonora di Yann Tiersen.

6 – È il film francese che ha fatto più incassi in America.
Il favoloso mondo di Amélie incassò 33,2 milioni di dollari al botteghino negli Stati Uniti, superando così il precedente record detenuto da Il vizietto del 1978, che incassò 20,4 milioni di dollari (tuttavia il dato non tiene conto dell’inflazione).

7 – Il Café des 2 Moulins è diventato un’attrazione turistica.
Il Café des 2 Moulins esiste veramente: si trova in Rue Lepic al numero 15, nel quartiere di Montmartre. Dopo il successo del film, il locale è inevitabilmente diventato un’attrazione turistica. La crème brûlée è stata ribattezzata “Amélie” e ci sono sempre turisti che scattano fotografie.

8 – Audrey Tatou in realtà non sapeva far rimbalzare i sassi sull’acqua.
È uno dei piccoli piaceri di Amélie. Tuttavia, nel film la scena è stata realizzata attraverso effetti speciali.

9 – Tatou non voleva fare l’attrice.
Benché avesse fatto esperienza come attrice e modella sin dall’adolescenza, non era questo il lavoro che avrebbe voluto fare nella vita. Il suo sogno era diventare primatologa. Dopo l’uscita del film fece un viaggio nell’isola di Sumatra, in Indonesia, per studiare gli oranghi.

10 – Lo gnomo viaggiatore è ispirato a simili scherzi molto popolari in Francia.
Negli anni ’90 erano molto popolari in Inghilterra e in Francia scherzi che coinvolgevano i nani da giardino. Nel 1997 un tribunale francese aveva condannato il leader del “Fronte di liberazione dei nani da giardino” per il furto di oltre 150 statuette.



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