Memento

Memento

2000 ‧ Mystery/Thriller ‧ 1h 53m

Già dalle prime battute è facile intuire il monumentale lavoro fatto da Christopher Nolan e da suo fratello Jonathan: i titoli di testa sono girati al contrario mentre scorrono su uno sfondo che attrae e confonde allo stesso tempo lo spettatore: un cadavere scompare progressivamente… indice che ci si sta per imbattere in una narrazione tutt’altro che lineare. A corredo, l’uso di fuori campo sui monologhi del protagonista, tecnica usata nei documentari, così come una intrecciata narrazione che si avvale di due stili contrapposti, il bianco e nero che si oppone al colore. Anche la colonna sonora, distaccata ed opprimente, contribuisce a dare l’idea che quel particolare momento fornirà indizi per trovare risposte ad un intreccio narrativo presumibilmente complicato. Memento è dunque un capolavoro tecnico e narrativo sui generis che ha strappato ben due nomination agli Oscar e forse, a parer mio, avrebbe meritato di vincere la statuetta. Leonard Shelby (Guy Pearce) è il personaggio principale che viene “sballottato” dalle fantasie dei fratelli Nolan, le cui visioni, caratterizzate da riprese a colori, sono principalmente mostrate in soggettiva. Leonard soffre di un disturbo della memoria, una malattia rara che impedisce al cervello di immagazzinare informazioni a breve termine, ed è proprio su questo che i Nolan basano le fondamenta del racconto. Il cromatismo delle immagini e delle ambientazioni che sono reali, abilmente scaraventano lo spettatore in luoghi anonimi e scarni, privi di riferimento, lasciando quindi intuire che Leonard è segregato in un suo mondo e che lo spettatore non può che condividere la sua circospezione. E’ qui che ha inizio il vero e proprio capolavoro visionario dei fratelli Nolan, è qui che ha inizio tutta la singolarità dell’opera: il meccanismo strutturale di Memento è caratterizzato da due blocchi narrativi alternati, uno in bianco e nero che segue la naturale linea temporale del racconto, l’altro a colori che porta invece lo spettatore a ritroso nel tempo, con una narrazione in senso antiorario. Il termine di ogni scena a colori coincide con l’inizio della scena a colori successiva, ovviamente preceduta dal punto di vista temporale, ed è proprio così che Christopher Nolan nasconde genialmente allo spettatore ed al protagonista, ciò che non riesce a ricordare. Qui si sancisce il legame indissolubile di immedesimazione dello spettatore in Leonard. Il ritmo del film è scandito da flashback e flashforward, così come quelle piccole certezze che via via si acquisiscono grazie ad uno sforzo di memoria e di una importante capacità di elaborazione delle informazioni. In più, lo spettatore-Leonard deve aver ben chiaro che c’è una trama, intricata e ben strutturata, che ha origine nell’assassinio di sua moglie, e dunque la vendetta riesce a resistere alla malattia. I personaggi che Leonard incontra nel suo cammino sono ambigui al punto che lo costringono a tatuarsi il corpo ed a servirsi di polaroid per potersi orientare. Memento è dunque un’opera monumentale specie se la si elegge a metafora dell’identità individuale, o ancor di più all’avvicinarsi alla morte cerebrale… da qui “Memento Mori” (letteralmente “Ricordati che devi morire“) il titolo del racconto a firma di Jonathan Nolan da cui è tratto il film.

 


Trama – fonte: www.comingsoon.it

Memento, il film diretto da Christopher Nolan, vede protagonista Leonard “Lenny” Shelby (Guy Pearce), un ex investigatore di una compagnia assicurativa. L’uomo indossa abiti costosi, guida una Jaguar, ma vive in un modesto albergo pagando tutto in contanti. Soffre di perdita di memoria a breve termine e visto che non riesce a trattenere le informazioni per più di 15 minuti, scatta polaroid e scrive continuamente tutto ciò che succede appuntandolo su dei post-it e sul corpo con dei tatuaggi che lo aiutano a ricordare. Grazie a questo sistema, sa che due uomini hanno violentato e ucciso la moglie Catherine e che gli hanno provocato il trauma mnemonico colpendolo alla testa; la sua unica preoccupazione è quella di rintracciarli per vendicarsi. Non può fidarsi di nessuno, nemmeno del suo amico poliziotto Teddy Gamell (Joe Pantoliano) o dell’amante Nathalie (Carrie-Anne Moss). Un caso di quando lavorava come investigatore è stato determinante per Lenny: la storia di Sammy Jankis (Stephen Tobolowsky), affetto dalla stessa malattia della memoria in seguito ad un incidente, a cui aveva negato il risarcimento assicurativo, archiviando la pratica poiché legata secondo lui ad un problema mentale e non fisico. La moglie diabetica, disperata, si era fatta iniettare più dosi di insulina a breve distanza l’una dall’altra per mettere alla prova la buona fede del marito, che alla fine era stato internato in un ospedale psichiatrico per aver provocato il coma della consorte. Lenny, scosso da questi avvenimenti, aveva capito la veridicità della malattia di Sammy, e quando si era ritrovato a soffrire della stessa sua patologia, si era tatuato sul polso la frase “Ricordati di Sammy Jankis” e aveva iniziato a registrare ogni avvenimento per non incappare nella stessa tragica fine del suo cliente. Tutta la pellicola si svolge come la ricostruzione di Lenny che cerca di capire come sia arrivato ad uccidere colui che ritiene essere l’assassino della moglie all’inizio del film, in una serie di macchinosi ragionamenti e supposizioni, fino ad un risultato sconvolgente e inaspettato.


Cast – fonte: www.comingsoon.it


Trailer


Riconoscimenti – fonte: www.mymovies.it

Il film ottenne due candidature ai Premi Oscar del 2002:

Nomination Miglior sceneggiatura originale a Jonathan Nolan, Christopher Nolan
Nomination Miglior montaggio a Dody Dorn


Curiosità – fonti: www.cinefilos.it

1. La malattia del protagonista esiste davvero.
La condizione medica sperimentata da Leonard nel film è una reale malattia che si chiama Amnesia Anterograda e che consiste nell’incapacità di formare nuovi ricordi dopo il danneggiamento dell’ippocampo. Durante gli anni ’50, i medici trattavano alcune forme di epilessia rimuovendo parti del lobo temporale, causando gli stessi problemi di memoria.

2. Il film di basa sulla storia di Jonathan Nolan.
La sceneggiatura di Christopher Nolan si era basata sulla storia scritta da suo fratello Jonathan ed intitolata Memento Mori. In ogni caso, la sceneggiatura è da considerarsi originale perché il racconto del fratello è stato pubblicato dopo il che il film era stato completato.

3. Il test di Sammy è un caso reale di studio.
Il test che viene fatto da Sammy Jankis e che coinvolge degli oggetti elettrificati, si basa su un caso di studio di vita reale su un paziente, comunemente noto come HM, che ha sofferto della stessa forma di amnesia dopo l’intervento chirurgico per una forma di epilessia grave.

4. Nolan ha spiegato come approcciarsi al film.
Lo stesso regista del film ha spiegato che questo è stato realizzato cercando di narrarlo dal punto di vista del protagonista che, soffrendo di amnesia, rimane all’oscuro di molte informazioni e lo stesso capita, quindi, allo spettatore. Ecco che, quindi, il film si scinde in due linee temporali, una a colori che va temporalmente all’indietro e una in bianco e nero che fa l’opposto.

5. Il valore e il senso dei ricordi.
Un film come Memento, decisamente intricato e completamente diverso dal racconto classico, di base cerca di lavorare, e di porre l’accento, sul valore e sul senso dei ricordi, un modo per indagare l’universo interiore e complesso dell’uomo, la sua emotività e le sue capacità mnemoniche.

6. Un trailer magnetico.
Prima di vedere il film, è consigliabile dare un occhio al trailer per non perdersi nemmeno un momento di suspense. E, per non perdersi davvero niente, perchè non dare un occhio anche al trailer onesto?

7. Stephen Tobolowsky ha sofferto di amnesia.
L’attore, durante la sua audizione per il personaggi di Sammy, ha menzionato a Christopher Nolan di aver sperimentato personalmente l’amnesia. Alcuni anni prima gli fu somministrato un antidolorifico sperimentale che indusse l’amnesia per un intervento chirurgico a cui era stato sottoposto. Tobolowsky ha ammesso che ciò potrebbe averlo aiutato ad ottenere la parte.

8. Guy Pearce ha perso peso per il film.
Per realizzare Memento, Guy Pearce si è dovuto sottoporre ad una dieta. L’attore, infatti, prima del film pesava circa 104 chili, riuscendo a dimagrire in maniera progressiva prima delle riprese.

9. Brad Pitt era interessato a recitare nel film.
Sembra che Brad Pitt avesse espresso un forte interesse verso Memento, tanto da volervi recitare. Alla fine, quando ha dovuto lasciar perdere il progetto a causa di altri impegni, Nolan non ha considerato nessun altro attore di “serie A” per il ruolo di Leonard, rendendosi conto che c’erano molti altri attori di talento ma funzionali per il budget del film. Per questo Nolan era stato molto vicino a scritturare Aaron Eckhart, per poi dare la parte a Guy Pearce.



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