Independence Day
Independence Day (1996), diretto da Roland Emmerich, rappresenta uno degli esempi più emblematici del blockbuster fantascientifico hollywoodiano degli anni Novanta, capace di coniugare spettacolarità visiva, azione e senso del catastrofismo su scala globale. La pellicola costruisce la propria tensione attorno all’arrivo di una civiltà extraterrestre ostile, trasformando l’invasione aliena in un pretesto narrativo per mettere in scena la vulnerabilità dell’umanità di fronte a una minaccia tecnologicamente superiore. La regia privilegia il gigantismo visivo e la distruzione di massa, con sequenze spettacolari che, per ambizione e impatto, hanno contribuito a definire l’immaginario cinematografico del genere. Gli effetti speciali, realizzati attraverso una combinazione di modellini, effetti pratici e computer grafica, risultano particolarmente efficaci nel restituire la dimensione monumentale degli attacchi e il senso di devastazione delle città. Sul piano narrativo, la sceneggiatura alterna tensione apocalittica, ironia e retorica patriottica, sviluppando una struttura corale che intreccia le vicende di militari, scienziati e cittadini comuni. Will Smith apporta energia e carisma alla componente più avventurosa, mentre Jeff Goldblum caratterizza il versante scientifico con un’interpretazione ironica e razionale; Bill Pullman, nei panni del presidente degli Stati Uniti, incarna invece la dimensione solenne ed eroica del racconto. La colonna sonora di David Arnold accompagna efficacemente l’escalation drammatica, sottolineando i momenti di tensione e conferendo alle sequenze decisive un marcato respiro epico. Non mancano, tuttavia, alcuni limiti: la caratterizzazione dei personaggi rimane talvolta schematica, i dialoghi indulgono nell’enfasi e diverse soluzioni narrative sacrificano la plausibilità scientifica in favore dell’impatto spettacolare. Anche la rappresentazione della risposta globale alla minaccia risente di una prospettiva fortemente statunitense, che trasforma la vicenda in una celebrazione dell’unità nazionale e dell’eroismo americano. Questi elementi, pur riducendo la complessità tematica dell’opera, non ne compromettono la funzione primaria di intrattenimento. Nel complesso, Independence Day si distingue per la capacità di coniugare una narrazione accessibile a un notevole apparato tecnico e visivo, imponendosi come un riferimento del cinema catastrofico e fantascientifico commerciale. Più che approfondire le implicazioni filosofiche del contatto con una civiltà extraterrestre, il film punta sull’emozione immediata, sul ritmo e sulla grandiosità dello spettacolo, offrendo una rappresentazione dichiaratamente epica della lotta per la sopravvivenza dell’umanità.
Trama – fonte: www.comingsoon.it
Independence Day è un film di genere fantascienza del 1996, diretto da Roland Emmerich, con Will Smith, Jeff Goldblum e Bill Pullman. Il 2 luglio 1996, un enorme astronave aliena, avente un quarto della massa della Luna, entra in orbita attorno alla Terra. Dalla stessa fuoriescono poi altre astronavi, ciascuna con un raggio di quindici miglia di diametro, che prendono posizione su alcune delle principali città della Terra. David Levinson (Jeff Goldblum), un tecnico satellitare del MIT e esperto in telecomunicazioni, decodifica un segnale incorporato nelle trasmissioni satellitari globali che ritiene sia il timer per il conto alla rovescia degli alieni per un attacco coordinato. Con l’aiuto dell’ex moglie, il direttore delle comunicazioni della Casa Bianca Constance Spano, David e suo padre Julius, ottengono l’accesso all’Ufficio Ovale della Casa Bianca e avvertono il presidente Thomas J. Whitmore (Bill Pullman) che gli alieni sono ostili. Whitmore ordina immediatamente evacuazioni su larga scala di New York, Los Angeles e Washington, DC, ma è troppo tardi; il timer raggiunge lo zero e le astronavi sparano raggi distruttivi, uccidendo milioni di persone e devastando le città. Whitmore, i Levinson e pochi altri scappano a bordo dell’Air Force One mentre la capitale viene distrutta. Il 3 luglio, i leader internazionali iniziano a ordinare contrattacchi individuali. Le loro forze aeree attaccano le navicelle posizionate sopra le rovine delle città non riuscendole a colpire per via dei campi di forza che le circondano. Gli squadroni da combattimento umani e le basi militari vengono così distrutti in poco tempo. Il capitano Steven Hiller (Will Smith), sopravvive attirando il suo attaccante negli spazi chiusi del Grand Canyon e, sacrificando il suo aereo, costringe l’alieno a sbarcare a terra. Hiller sottomette l’alieno e, incontrando un convoglio di rifugiati, trasporta l’alieno privo di sensi nell’area 51, dove è atterrato il gruppo di Whitmore. Alla razza umana occorre una nuova strategia.
Cast – fonte: www.comingsoon.it

















Trailer
Riconoscimenti – fonte: www.mymovies.it
Il film ottenne due nomination ai Premi Oscar del 1986, vincendo una statuetta:
- Migliori effetti speciali visivi a Volker Engel, Clay Pinney, Douglas Smith, Joseph Viskocil
Le altre nomination furono:
- Nomination Miglior suono a Bill W. Benton, Chris Carpenter, Bob Beemer, Jeff Wexler
Curiosità – fonte: ilcinegico.com
1. Roland Emmerich è celebre per i suoi disaster movie e qui non fece eccezione, perché invece che pensare ad un film su una invasione aliena, volle realizzare un classico disaster dove gli extraterrestri erano alla pari di un cataclisma in procinto di distruggere la terra, senza porsi tante domande su di loro…
2. Il film su una cosa si ispira a “L’Inferno di cristallo”, dove il protagonista Steve McQueen entra in scena ben 40 minuti dopo l’inizio del lungometraggio, così anche Will Smith si mostra al pubblico dopo parecchio tempo. Smith che si chiama Steve proprio per omaggiare McQueen.
3. Robert Loggia non si presentò sul set per il ruolo del generale, perché il produttore gli consigliò di vedere il film “Airport” ma lui capì “Airplane” (L’aereo più pazzo del mondo) e pensò di recitare in una parodia. Emmerich gli dovette spiegare il disguido e così tornò finalmente a girare.
4. Will Smith durante le riprese nel deserto disse durante un take: “Ma cos’è questa puzza!?” perché li vicino c’era un lago prosciugato pieno di creature acquatiche in decomposizione. Ad Emmerich piacque la battuta e la tenne nel girato, attribuendo l’odore all’alieno tramortito.
5. Emmerich inviò la sceneggiatura alle case di produzione con in copertina non il titolo ma la scritta “Il mondo finirà il 4 Luglio”.
6. Il teaser trailer in cui veniva mostrata la Casa Bianca distrutta dalla navicella aliena era già nelle idee del regista ma tutte le case produttrici non ne erano convinte e la trovavano troppo forte. Alla fine la Fox cedette e il trailer fu un successo e mise ancora più Hype al pubblico.
7. Il film in principio veniva abbreviato con la sigla ID4. Questo era dovuto al fatto che i diritti sul titolo “Independence Day” appartenevano alla Warner Bros. e quindi per motivi legali la Fox voleva far uscire il film a Maggio e togliere riferimenti al 4 Luglio. Finché Emmerich inserì all’ultimo nel discorso del presidente:”Today We Celebrate our Independence Day!“. Da quel momento la Fox era obbligata ad appropriarsi dei diritti del titolo.
8. Il presidente degli Stati Uniti in principio era più simile a Richard Nixon e lo si voleva far interpretare a Kevin Spacey (ancora poco conosciuto). Alla fine si cambiò totalmente idea e tipo di personaggio e così venne ingaggiato Bill Pullman.
9. L’esercito americano era pronto a far utilizzare le proprie basi militari ma quando venne letta la sceneggiatura in cui si parlava di Area 51 (dove si pensa che vengano fatti esperimenti sugli alieni proprio dal governo americano)… decise di interrompere i rapporti.
10. Il set per la riproduzione della casa bianca era stato creato per “Il presidente – Una storia d’amore”. Dopo ID4 venne utilizzato anche in “Mars Attacks!” e “Nixon”.
11. Smith e Goldblum improvvisarono quasi tutti i loro scambi di battute.
12. Il film fu un successo clamoroso incassando più di 800 milioni nel mondo!


