Infedeltà
Infedeltà di William Wyler è uno dei grandi esempi di cinema classico hollywoodiano capace di coniugare rigore formale, introspezione psicologica e precisione narrativa in un equilibrio che oggi appare quasi invisibile proprio per la sua perfezione. Il film, tratto dal romanzo di Sinclair Lewis e interpretato magistralmente da Walter Huston, sviluppa una costruzione drammaturgica estremamente controllata in cui la regia di Wyler rinuncia deliberatamente a qualsiasi virtuosismo spettacolare per privilegiare la continuità emotiva delle scene e la credibilità dei rapporti tra i personaggi; la macchina da presa tende a muoversi poco, ma quando lo fa accompagna i corpi nello spazio con un’attenzione quasi teatrale alla disposizione dei volumi e delle distanze, creando un sistema di campi e controcampi che non è mai puramente funzionale al dialogo ma diventa lo strumento con cui il regista costruisce la progressiva distanza morale e sentimentale tra i coniugi Dodsworth. La messa in scena si fonda su una profondità di campo che permette agli attori di recitare dentro lo spazio piuttosto che davanti alla macchina da presa, e questa scelta rende ogni ambiente — dai salotti americani agli hotel europei — non soltanto un fondale ma un dispositivo drammatico che riflette l’evoluzione psicologica dei personaggi; in questo senso il film si colloca nella tradizione del realismo sofisticato degli anni trenta, ma anticipa anche quella sensibilità morale che diventerà tipica del miglior Wyler, dove il conflitto non è mai gridato bensì sedimentato nei gesti minimi, nelle pause dei dialoghi e nella composizione dell’inquadratura. Dal punto di vista tematico l’opera affronta il matrimonio come spazio di disillusione e maturazione individuale più che come istituzione sentimentale, mettendo in scena una crisi coniugale che non viene trattata in chiave melodrammatica ma come processo di presa di coscienza, e proprio questa sobrietà narrativa consente al film di evitare il moralismo tipico del cinema dell’epoca: Wyler osserva i personaggi con uno sguardo quasi clinico, lasciando che siano le situazioni e le scelte dei protagonisti a produrre il giudizio morale nello spettatore. Il risultato è un film di straordinaria modernità emotiva, in cui la regia invisibile, la recitazione misurata e la scrittura estremamente calibrata convergono in un dispositivo cinematografico che trasforma una storia apparentemente domestica in un’analisi profonda dell’identità, dell’invecchiamento e del desiderio di autenticità, motivo per cui l’opera è stata candidata a diversi Premi Oscar e oggi viene spesso considerata una delle espressioni più mature del classicismo hollywoodiano degli anni trenta.
Trama – fonte: www.comingsoon.it
Un uomo d’affari in pensione e sua moglie partono per una seconda luna di miele in Europa, nel tentativo di risvegliare un matrimonio stanco. Mentre la moglie, frivola e ossessionata dall’apparire più giovane, ha una relazione con un altro, lui conosce una donna che gli ridà fiducia in se stesso e una ragione per andare avanti.
Cast – fonte: www.comingsoon.it




















Trailer
Riconoscimenti – fonte: www.mymovies.it
Il film ottenne ben sette nomination ai Premi Oscar del 1937, portandosi a casa una statuetta:
- Miglior scenografia a Richard Day
Le altre nomination furono:
- Nomination Miglior film
- Nomination Miglior regia a William Wyler
- Nomination Miglior attore a Walter Huston
- Nomination Miglior attrice non protagonista a Maria Ouspenskaya
- Nomination Miglior sceneggiatura non originale a Sidney Howard
- Nomination Miglior suono a Oscar Lagerstrom
Curiosità – fonte: varie
1 – Riconoscimenti.
Il film ha vinto l’Oscar per la miglior scenografia (Richard Day) ed è stato candidato per altre importanti categorie, tra cui Miglior Attore Protagonista (Walter Huston) e Miglior Regia.
2 – Performance Teatrale.
Walter Huston, che interpreta il protagonista Sam Dodsworth, ha ripreso il ruolo che aveva già interpretato con successo a Broadway.
3 – Il cast e la produzione.
Il film è stato prodotto da Samuel Goldwyn. Oltre a Huston, nel cast figurano Ruth Chatterton (Fran Dodsworth), Mary Astor (Edith Cortright) e David Niven (Capitano Lockert).
4 – La scena del diario di Mary Astor.
Durante la produzione, Mary Astor stava affrontando un noto scandalo reale legato al suo divorzio e alla custodia della figlia, con un diario privato ritenuto scandaloso dall’opinione pubblica. Nonostante le pressioni sui produttori per licenziarla, Goldwyn la difese, e la Astor utilizzò l’intensità emotiva di quel periodo per arricchire la sua performance nel film.
5 – Perfezionismo di Wyler.
Il regista William Wyler era noto per la sua meticolosità. Una scena specifica in cui un foglio bruciato vola sulla terrazza di una villa è stata girata per un intero pomeriggio per ottenere l’effetto perfetto, simboleggiando la fine del matrimonio.
6 – Citazioni memorabili.
Il film è ricco di dialoghi brillanti. Una battuta famosa di Sam Dodsworth è: “Love has got to stop someplace short of suicide” (L’amore deve fermarsi prima del suicidio).
7 – Parallelismi Ford/Chrysler.
Il personaggio di Sam Dodsworth viene descritto come un industriale dell’automobile di successo, paragonabile a figure reali come Henry Ford o Walter Chrysler.
8 – Titolo Italiano.
Nonostante il titolo originale sia il cognome del protagonista, in Italia il film è uscito con il titolo Infedeltà.


