Paolo Sorrentino

NAPOLI, ITALIA, 31 maggio 1970


Carriera – fonte: it.wikipedia.org

Nato a Napoli, nel quartiere Vomero, a 16 anni rimane orfano di entrambi i genitori: «A me Maradona ha salvato la vita. Da due anni chiedevo a mio padre di poter seguire il Napoli in trasferta, anziché passare il week end in montagna, nella casetta di famiglia a Roccaraso; ma mi rispondeva sempre che ero troppo piccolo. Quella volta finalmente mi aveva dato il permesso di partire: Empoli-Napoli. Citofonò il portiere. Pensavo mi avvisasse che era arrivato il mio amico a prendermi. Invece mi avvertì che era successo un incidente. […] Papà e mamma erano morti nel sonno. Per colpa di una stufa. Avvelenati dal monossido di carbonio». Dopo aver studiato per alcuni anni alla facoltà di Economia e Commercio, a 25 anni decide di lavorare nel mondo del cinema. Paolo Sorrentino è sposato con la giornalista Daniela D’Antonio. La coppia ha due figli, Anna e Carlo.Leggi tutto...
I primi lavori
Paolo Sorrentino, dopo essere stato assistente alla regia ne I ladri di futuro di Enzo Decaro nel 1991, esordisce con il cortometraggio Un paradiso, co-diretto con Stefano Russo. Lo stesso anno lavora come ispettore di produzione al film Il verificatore di Stefano Incerti: a detta dello stesso Sorrentino, l’esperienza è stata decisamente negativa. Lavora poi come aiuto-regista nel cortometraggio Drogheria di Maurizio Fiume, scrive la sceneggiatura per il lungometraggio Napoletani, che nonostante il Premio Solinas non sarà realizzato, e collabora con il regista Antonio Capuano alla scrittura di Polvere di Napoli (1998). Contemporaneamente comincia a lavorare anche per la televisione, scrivendo alcuni episodi della serie televisiva La squadra.
Arriva quindi il cortometraggio L’amore non ha confini (1998), primo vero lavoro completamente scritto e realizzato da Sorrentino, una surreale storia d’amore ricca di rimandi cinematografici. Questa prima opera è importante perché segna l’inizio della collaborazione del giovane regista con la Indigo Film, che produrrà poi i successivi film. Tra il 1998 e il 1999 scrive con Umberto Contarello la sceneggiatura La voce dell’amore per un film sulla musica neomelodica napoletana (che non sarà realizzato) da affidare al regista Michele Placido. Il corto successivo, La notte lunga (2001), è coprodotto dalla Regione Lombardia nell’ambito di una campagna contro l’uso di droga. Realizza il suo primo lungometraggio nel 2001, L’uomo in più, del quale è anche sceneggiatore, presentato al Festival di Venezia e vincitore di vari premi tra cui il Nastro d’argento per il miglior regista esordiente, il Ciak d’oro per la miglior sceneggiatura e la Grolla d’oro al protagonista Toni Servillo, oltre a tre candidature al David di Donatello 2002. Nel 2002 partecipa al documentario collettivo La primavera del 2002. L’Italia protesta, l’Italia si ferma, coordinato da Francesco Maselli.
Il sodalizio con Servillo prosegue con il successivo Le conseguenze dell’amore (2004), presentato al Festival di Cannes. Il film ottiene un successo di critica ancora maggiore dell’opera precedente, vincendo 5 David di Donatello 2005 (miglior film, regista, sceneggiatura, attore protagonista e direttore della fotografia) e 3 Nastri d’argento (migliore attore protagonista, attore non protagonista e direttore della fotografia), e rivela il regista al grande pubblico. Lo stesso anno torna a collaborare con Servillo, girando per Rai 2 una versione televisiva della commedia Sabato, domenica e lunedì di Eduardo De Filippo, che viene trasmessa nella notte del 25 dicembre. Dopo un breve cameo ne Il caimano (2006) di Nanni Moretti, gira L’amico di famiglia (2006), nuovamente scelto per il Festival di Cannes, che riscuote un successo di pubblico e critica inferiore al film precedente. Lo stesso anno gira uno spot televisivo per la Fiat Croma interpretato da Jeremy Irons.
Il successo internazionale
Nel maggio 2008 partecipa alla selezione ufficiale del Festival di Cannes 2008 con il film Il divo, ispirato alla figura di Giulio Andreotti e interpretato da Toni Servillo. Il film si aggiudica il Premio della giuria, viene accolto con recensioni molto positive dalla critica italiana e internazionale e riscuote un buon successo di pubblico. Nel 2009 documenta con il videoreportage L’assegnazione delle tende, realizzato per l’edizione online del quotidiano La Repubblica, gli effetti del terremoto all’Aquila. Nello stesso anno partecipa al progetto perFiducia, una serie di cortometraggi sul tema della fiducia che vede anche la partecipazione di Ermanno Olmi e Gabriele Salvatores, dirigendo il corto La partita lenta e supervisionando L’altra metà, diretto da Pippo Mezzapesa. Il 27 settembre 2009 è tra i firmatari dell’appello rivolto alle autorità svizzere per il rilascio del regista Roman Polański, detenuto in attesa di essere estradato negli Stati Uniti. L’anno seguente pubblica per Feltrinelli il suo primo romanzo, Hanno tutti ragione, con il quale ottiene una candidatura al Premio Strega e all’Alabarda d’oro. Sempre nel 2010 partecipa al film collettivo Napoli 24 con l’episodio La principessa di Napoli. Nel 2011 dirige uno spot televisivo per Yamamay interpretato da Isabella Ferrari. Il suo primo film in lingua inglese, This Must Be the Place, vede Sean Penn nel ruolo del protagonista e viene presentato in concorso al Festival di Cannes 2011. Il film ha un buon successo al botteghino italiano, con circa 6 milioni di euro di incasso, e vince il David di Donatello per la migliore sceneggiatura, scritta insieme con Umberto Contarello. Il 21 maggio 2013 presenta alla 66ª edizione del Festival di Cannes il film La grande bellezza, scritto con Umberto Contarello e nuovamente interpretato da Toni Servillo. Accolto in modo contrastante dalla critica italiana, il film realizza il miglior successo del regista al botteghino, con un incasso di oltre 9 milioni di euro. In seguito La grande bellezza ottiene riconoscimenti critici più solidi all’estero, in particolare nel Regno Unito e negli Stati Uniti, incassando oltre 20 milioni di dollari in tutto il mondo. Il successo di critica continua con una serie di riconoscimenti internazionali: il film vince 4 European Film Awards (miglior film, miglior regista, miglior attore e miglior montaggio), il Golden Globe per il miglior film straniero, il Premio BAFTA al miglior film straniero e 5 Nastri d’argento (miglior attore non protagonista a Carlo Verdone, miglior attrice non protagonista a Sabrina Ferilli, miglior sonoro in presa diretta a Emanuele Cecere, miglior fotografia a Luca Bigazzi e un premio speciale a Toni Servillo). Il 2 marzo 2014 si aggiudica l’Oscar al miglior film straniero, quindici anni dopo il trionfo dell’ultimo film italiano nella stessa categoria, ossia La vita è bella di Roberto Benigni (1999). Il regista ha ricevuto il premio da Ewan McGregor e Viola Davis e ha ritirato la statuetta insieme a Toni Servillo e Nicola Giuliano. Nelle sue prime dichiarazioni ha ringraziato gli attori, lo staff e il team di produzione del film, la sua famiglia, le città di Roma e Napoli e le sue fonti di ispirazione, rappresentate da Federico Fellini, Martin Scorsese, i Talking Heads e Diego Armando Maradona, infine ha dedicato il premio ai suoi genitori. Il 14 marzo 2014 Sorrentino ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Roma dal sindaco Ignazio Marino.
Il 2 novembre 2014 va in onda su Rai 1, per celebrare il trentennale dalla scomparsa di Eduardo De Filippo, la commedia Le voci di dentro, di cui Sorrentino cura la regia televisiva. Il cast dello spettacolo, trasmesso in diretta dal Teatro San Ferdinando di Napoli, comprende Toni Servillo (che lo ha portato nei teatri con un’acclamata tournée) e Peppe Servillo.
Dal 2015 a oggi
Il 20 maggio 2015, in concomitanza con la sua partecipazione in concorso al Festival di Cannes 2015, esce il suo nuovo film Youth – La giovinezza, il secondo in lingua inglese dopo This Must Be the Place. Nel cast del film compaiono Michael Caine, Harvey Keitel, Rachel Weisz, Paul Dano e Jane Fonda. Il film, dedicato a Francesco Rosi, è ambientato e girato prevalentemente in Svizzera e si aggiudica 3 European Film Awards (miglior film, miglior regia e miglior attore a Michael Caine), e 3 Nastri d’argento. Nel 2016 scrive e dirige la sua prima serie tv prodotta da Sky, Canal+ e HBO, The Young Pope, con Jude Law, Diane Keaton e Silvio Orlando protagonisti, che ha riscontrato molte critiche positive, ed è stata rinnovata per una seconda stagione, dal titolo The New Pope, prodotta nel 2018 e andata in onda agli inizi del 2020. Nel maggio 2017 è membro della giuria del 70º Festival di Cannes. La giuria è stata presieduta da Pedro Almodóvar. Il 24 aprile 2018 esce il suo film Loro, ispirato alla figura di Silvio Berlusconi. Gli interpreti principali sono Toni Servillo ed Elena Sofia Ricci, la quale si aggiudica un David di Donatello e un Nastro d’argento alla migliore attrice protagonista. Il film ottiene complessivamente 2 David di Donatello e 4 Nastri d’argento. Al botteghino ottiene un incasso di circa sette milioni di euro. Nel settembre 2021 presenta in concorso al Festival di Venezia 2021 la pellicola intitolata È stata la mano di Dio. Il film, poi vincitore del Leone D’Argento – Gran premio della giuria, racconta la giovinezza del regista vissuta a Napoli.


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Curiosità – fonte: tg24.sky.it

1 – WELCOME TO LOS ANGELES.
Insieme alla moglie Daniela e al figlio Carlo, Paolo Sorrentino si è trasferito per un anno nella metropoli californiana. E proprio a L.A. lo scorso 19 settembre, il regista è stato ospite d’onore agli ITTV, il primo festival italiano della televisione a Los Angeles. Nel corso della cerimonia, Sorrentino è stato premiato con HAND… the Winner is, creazione dell’artista italiano Fidia Falaschetti. Paolo ha così commentato: “Non sono bravo a parlare in pubblico ma sono bravo a ricevere premi e a sistemarli a casa e questo lo metterò vicino all’Oscar”. Molto probabilmente questa trasferta americana è associata al prossimo film di Sorrentino. Come annunciato dalla rivista Variety, il suo nuovo progetto cinematografico avrà come protagonista Jennifer Lawrence. Il titolo provvisorio è Mob Girl e si tratta della trasposizione cinematografica del libro di Teresa Carpenter incentrato sulla vita di Arlyne Brickman. Nata a New York in una famiglia benestante, Arlyne è stata uno dei boss più temuti della mafia italoamericana sino a quando ha deciso di diventare un’informatrice del FBI.

2 – DAL CINEMA ALLA LETTERATURA.
Oltre che per la regia e la sceneggiatura, Paolo Sorrentino ha dimostrato un inusitato talento come scrittore. Il suo primo romanzo “Hanno tutti ragione” nel 2010 si è classificato al terzo posto al premio Strega. Il libro è raccontato in prima persona da Tony Pagoda, il crooner partenopeo protagonista di L’Uomo in più, il film d’esordio di Sorrentino. Un’epifania di suspense ed emozioni, impreziosita da un linguaggio immaginifico e audace, capace di generare frasi come questa: “Non sopporto niente e nessuno. Neanche me stesso. Soprattutto me stesso. Solo una cosa sopporto. La sfumatura.” Successivamente, Sorrentino ha pubblicato “Tony Pagoda e i suoi amici”, un viaggio suddiviso in 13 racconti alla scoperta di personaggi famosi da Carmen Russo e Enzo Paolo Turchi al mago Silvan, da Antonello Venditti a Maurizio Costanzo. Nel 2018 viene dato alle stampe “Gli Aspetti irrilevanti”. Partendo dai ritratti del fotografo Jacopo Benassi, Paolo Sorrentino immagina l’esistenza delle persone immortalate, senza conoscere i loro nomi, le loro generalità, che cosa facciano o abbiano fatto. Alla maniera di Balzac, un romanzo straordinario sulla Comédie humaine. Un’opera che trova la sua cartina di tornasole in queste parole: “Ci sono due tipi di passione: ‘Una non mi piace, l’altra non mi interessa’ ”. Infine il regista ha firmato “La Grande Bellezza, Diario del film”, una sorta di guida alla scoperta del “più grande luogo di villeggiatura del mondo, impreziosita dalle foto di Gianni Fiorito e “Il Peso di Dio”, Una raccolta delle massime, dei discorsi, delle preghiere, delle omelie, delle invettive di Lenny Belardo, alias Pio XIII, il pontefice protagonista della serie The Young Pope. Un volume impreziosito da una deliziosa, sublime e divertente prefazione firmata dallo stesso Sorrentino.

3 – MA CHE MUSICA MAESTRO!
In virtù della musica, le passioni godono di se stesse”, scriveva Friedrich Nietzsche, E in effetti la colonna sonora nei film e nelle serie tv di Paolo Sorrentino è una sorta di coro greco, di personaggio aggiunto, invisibile, ma determinante ai fini della narrazione. Non a caso il film This must be The Place deve il suo titolo a un pezzo dei Talkin Heads. Eclettico, volitivo, spiazzante, il cinema di Sorrentino si manifesta su sonorità che spaziano dal remix di Bob Sinclair di “Far l’amore” di Raffaella Carrà a “Symphony in C Major” di Georges Bizet, passando per Antonello Venditti, Bruno Lauzi e Renato Carosone. E anche in The Young Pope, Sorrentino ha riportato al successo una chicca come “Senza un perché” di Nada, con tanto di endorsement del primo ministro della Groenlandia. Peraltro il regista napoletano ha scritto il testo, insieme a Peppe Servillo, Nino Bruno, Pasquale Catalano, di “La Notte” e “Lunghe Notti da bar”, due straordinarie canzoni cantate da Tony Pagoda in L’uomo in più. E per chi volesse godere delle musiche tratte dai film di Sorrentino esiste una splendida antologia composta da 5 CD con il meglio delle colonne sonore tratte dai suoi film.

4 – LA GRANDE AUTOIRONIA
Si sa, la capacità di prendersi in giro tra i registi di cinema è rara quanto un francobollo Gronghi rosa, introvabile come la figurina di Pizzaballa. Paolo Sorrentino, invece, ha dimostrato spesso e volentieri di divertirsi a scherzare su sé stesso e sui suoi stilemi. A partire dal suo irresistibile cameo nella serie Boris, in cui viene convinto a girare con il cellulare una sequenza di “Medical Dimension”. Ma il regista ha girato anche un’esilarante spot insieme ai The Jackal e ad Alessandro Cattelan per presentare i David Di Donatello 2016. E Last But Not Least, come non ricordare La Grande Paura, il video girato con Frank Matano per lanciare il film Tonno Spiaggiato. Per citare Oscar Wilde: “L’umanità si prende troppo sul serio. È il peccato originale del mondo. Se l’uomo delle caverne avesse saputo ridere, la Storia avrebbe seguito un altro corso.


Filmografia – fonte: www.cinematografo.it

1998 – L’amore non ha confini – Sceneggiatura; Regia; Soggetto
1998 – Polvere di Napoli – Sceneggiatura
2001 – La notte lunga – Regia; Sceneggiatura
2001 – L’uomo in più – Regia; Soggetto; Sceneggiatura
2003 – Le conseguenze dell’amore – Regia; Soggetto; Sceneggiatura
2005 – Sabato, domenica e lunedì – Regia (regia televisiva)
2006 – Il caimano – Attore – Marito di Aidra
2006 – L’amico di famiglia – Regia; Sceneggiatura; Soggetto
2007 – Il Divo – Sceneggiatura; Regia; Soggetto
2009 – Di me cosa ne sai – Attore – Se stesso
2010 – Napoli 24 – Regia
2011 – This Must Be the Place – Regia; Sceneggiatura
2013 – Tutte le storie di Piera – Attore – Se stesso
2013 – La grande bellezza – Regia; Soggetto; Sceneggiatura
2013 – Tre tocchi – Attore
2014 – Rio, eu te amo – Regia
2015 – Youth – La giovinezza – Soggetto; Regia; Sceneggiatura
2016 – The Young Pope – Regia; Sceneggiatura; Soggetto
2016 – The Young Pope: A Tale of Filmmaking – Attore – Se stesso
2016 – Cinque Mondi – Attore – Se stesso
2018 – Loro 2 – Regia; Sceneggiatura
2018 – Loro – Regia
2018 – Loro 1 – Regia; Sceneggiatura
2019 – The New Pope – Regia; Soggetto; Sceneggiatura
2021 – Mob Girl – Sceneggiatura; Regia
2021 – È stata la mano di Dio – Soggetto; Sceneggiatura; Regia


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