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StandByMe

Stand by Me – Ricordo di un’estate

1986 ‧ Avventura/Film drammatico ‧ 1h 29m

Il caldo afoso dell’estate di una piccola cittadina dell’Oregon, Castle Rock, non ferma la sana voglia di avventura di un gruppo di amici adolescenti che sentono il bisogno di misurarsi con le proprie paure, che hanno voglia di crescere. La loro forza è la loro amicizia, quella solida e indissolubile, impossibile da rompere perché sono troppe le cose vissute insieme. Questo racconta Stand by Me – Ricordo di un’estate, il film del 1986, di Rob Reiner, tratto dal racconto Il corpo di Stephen King, contenuto nella raccolta Stagioni diverse. Racconta dell’adolescenza di Gordie Lachance (Wil Wheaton), Chris Chambers (River Phoenix), Teddy Duchamp (Corey Feldman) e Vern Tessio (Jerry O’Connell), e dell’essere sempre pronti ad aiutarsi ma anche a prendersi in giro per le proprie fragilità ed insicurezze, come solo gli amici fanno. Al centro della storia, la loro quotidianità vissuta nella casa sull’albero, come capita in tutte le belle storie, tra giochi di carte, le prime sigarette e i giornali proibiti – per sentirsi più grandi –, fino a che, il loro mondo, non viene travolto da un mistero inquietante: la notizia del ritrovamento del corpo di un loro coetaneo, scomparso nel bosco, mentre raccoglieva mirtilli selvatici. Il film si apre con la notizia luttuosa che accende in loro l’istinto di scoperta e li mette in moto come solo i misteri e come la voglia di diventare dei miti sanno fare. Gordie, il bravo ragazzo con un futuro sicuro, Chris, il fratello di un delinquente, predestinato a questa vita, ma con un cuore d’oro, Vern, il timido preso in giro da tutti, Teddy, lo strano, borderline e sempre in procinto di fare una sciocchezza, intrappolati nella loro giovane età, hanno un motivo specifico per intraprendere questo “viaggio”, importante per superare il nodo che hanno dentro: la morte del fratello maggiore, la situazione familiare, la solitudine. Dunque, Stand by Me è il classico rito di iniziazione che tutti i ragazzini devono compiere per diventare grandi e Reiner, seguendo minuziosamente l’opera di King, inserisce tutti gli elementi cari alle favole: un bosco, soglia che separa il mondo dell’innocenza da quello della consapevolezza, i “nemici” (i bulli, le proprie paure) contro cui scontrarsi, l’amicizia, l’antidoto ai mali della vita. Questo, rende il film uno dei più sensibili racconti di formazione e d’amicizia mai apparsi sul grande schermo e Gordie, Chris, Teddy e Vern, come dei cowboy, superano le loro frontiere, percorrendo i binari ferroviari, che nella simbologia della storia rappresentano il sentiero della vita da percorrere per diventare adulti. Ed il ritrovamento del corpo esanime del ragazzo investito dal treno, diventa metafora della vita e, allo stesso tempo, della certezza che essa termini (la morte). Anche il fatto che la storia si svolga in estate ha un significato ben preciso: le prime cotte, i viaggi inattesi, le grandi “scommesse”, tutto succede quando non si va a scuola, tutto accade nei tre mesi estivi.

Il film di Reiner è un cult movie, uno di quelli che produce il classico effetto nostalgia, anche e soprattutto per quell’amicizia raccontata con ardimento e forza, che prende le forme di un sentimento infinito e vitale. Prima che arrivino i primi amori, le grandi scoperte, ci sono gli amici, quelli a cui racconti ogni cosa, con cui fai i primi viaggi, le bravate, le avventure dopo le quali ti senti invincibile. Sono gli amici per cui vivi, da cui ti ripari per fuggire dagli adulti, lontani, “cattivi” e poco comprensivi, gli amici quelli per cui fai di tutto, che inciti a fare di più perché sai che ne sono capaci. Struggente il dialogo tra Gordie e Chris in cui i due parlano del futuro, del passato e del presente, si raccontano con lucidità e dolore la sofferenza per la morte del fratello di Gordie, il consapevole timore di non essere amato dal padre, la voglia di andare via in un posto dove non si è conosciuti da nessuno. E così il bad boy dal cuore tenero dice:

Magari fossi tuo padre! Non andresti in giro a parlare di fare quelle stupide scuole tecniche, se fossi tuo padre. È come se Dio ti avesse dato qualcosa. Tutte quelle storie che ti vengono in mente… Dio ha detto: “Questa è roba tua, cerca di non sprecarla”. Ma i ragazzini sprecano tutto, se non c’è qualcuno che li tiene d’occhio. E se i tuoi vecchi sono troppo incasinati per farlo, dovrei farlo io forse!.

Queste sono parole piene, commoventi, come la commozione che prende i due personaggi. Non ci saranno più queste amicizie, non ci sarà più nessun altro Chris per Gordie e viceversa e neppure per lo spettatore che guarda questa intensa storia di amorevole amicizia ripensando alla propria.


Trama – fonte: www.comingsoon.it

Stand by me – Ricordo di un’estate è un film drammatico del 1986 diretto da Rob Reiner, tratto dal racconto “Il corpo”, contenuto nella raccolta “Stagioni diverse” di Stephen King.
È l’estate del 1959 nella cittadina di Castle Rock, Oregon. Gordon “Gordie” Lachance (Wil Wheaton), insieme ai suoi più cari amici, Chris Chambers (River Phoenix), Teddy Duchamp (Corey Feldman) e Vern Tessio (Jerry O’Connell), vengono a sapere che un gruppetto di teppistelli – fra cui Caramello, il fratello di Chris, e Billy, quello di Vern – hanno trovato il corpo di Ray Brower, un ragazzo della loro città, scomparso da qualche giorno. I ragazzi però non hanno denunciato il fatto, per paura di ritorsioni nei loro confronti: avevano infatti trovato il cadavere mentre rubavano un’auto.
I quattro amici decidono quindi d’intraprendere un viaggio per trovare Ray, farlo recuperare e diventare degli eroi davanti agli occhi di tutta Castle Rock. Inizia così un’avventura tra i binari della ferrovia e fughe da improbabili cani feroci, il tutto condito dai racconti pieni di fantasia del futuro scrittore “Gordie”. L’esperienza aiuterà i ragazzi a fare un salto di qualità nella loro vita, a crescere, a confrontarsi, insomma li renderà più maturi e pronti ad affrontare al meglio quello che la vita gli riserverà.
Una volta diventato adulto, Gordon (Richard Dreyfuss) decide di scrivere un racconto in cui narra la meravigliosa avventura vissuta con i suoi compagni dodicenni, riflettendo con un po’ di malinconia sulla bellezza e sull’autenticità di quelle amicizie che solo a quell’età si riesce a vivere.


Cast – fonte: www.comingsoon.it


Trailer


Riconoscimenti – fonte: www.mymovies.it

Il film ottenne una candidatura ai Premi Oscar del 1987:

Nomination Miglior sceneggiatura non originale a Bruce A. Evans, Raynold Gideon


Curiosità – fonte: www.cinefilos.it

1 – Per Stephen King questo film è stato il miglior adattamento dei suoi libri.
I lavori di Stephen King sono spesso stati soggetti ad adattamenti cinematografici e anche Stand By Me lo è in quanto è stato tratto dal racconto Il corpo, appartenente alla raccolta Stagioni diverse. Sembra che dopo una proiezione privata del film, alla presenza anche del regista Rob Reiner, King non si mise a parlare e uscì dalla sala a fine film. Al suo ritorno, disse al regista che questo era il miglior adattamento dei suoi racconti che avesse mai visto.

2 – Di questo film venne cambiato il titolo.
Il racconto sul quale il film di basa è intitolato Il Corpo e, inizialmente, il film si sarebbe dovuto chiamare così. In seguito, la Columbia Pictures decise di ribattezzarlo Stand By Me perché pensava che Il Corpo potesse essere un titolo fuorviante.

3 – Sono stati usati dei teleobiettivi appositi per la scena del treno.
In Stand By Me, la scena in cui Gordie e Vern stanno correndo verso la macchina da presa con il treno alle spalle è stata realizzata con i due attori all’estremità opposta rispetto al treno. Infatti, la crew del film usò un teleobiettivo con delle lenti che riuscissero a comprimere l’immagine in maniera tale che il treno sembrasse alle spalle dei ragazzi.

4 – Un film con frasi diventate cult.
Non sono molti i film che riescono a rimanere nell’immaginario collettivo per diversi anni grazie anche a delle frasi particolarmente incisive. Eppure, Stand By Me è uno di questi. Ecco alcuni esempi:

  • Non ho mai più avuto amici come quelli che avevo a 12 anni. Gesù, ma chi li ha? (Gordie adulto)
  • Non avevo ancora 13 anni la prima volta che vidi un essere umano morto. Fu nell’estate del 1959, molto tempo fa. Ma solo misurando il tempo in termini di anni. (Gordie adulto)
  • È come se Dio ti avesse dato qualcosa. Tutte quelle storie che ti vengono in mente… Dio ha detto: “questa è roba tua, cerca di non sprecarla.” Ma i ragazzini sprecano tutto, se non c’è qualcuno che li tiene d’occhio. E se i tuoi vecchi sono troppo incasinati per farlo, dovrei farlo io, forse! (Chris)
  • Un giorno tu diventerai un grande scrittore, Gordie. Potrai anche scrivere di noi, se sarai a corto di idee. (Chris)
  • Ragazzi, vi va di vedere un cadavere? (Vern)
  • Io ci scommetto che se con te mi metto ci rimetto! (Teddy, Chris, Vern)

5 – La canzone di Ben E. King ha avuto una nuova vita.
Il successo del film ha suscitato un rinnovato interesse per la canzone Stand By Me presente nella colonna sonora e ispirando il titolo definitivo del film. La versione di Ben E. King fu originariamente pubblicata nel 1961 e poi venne ri-pubblicata in seguito all’uscita del film. Questa nuova pubblicazione fece arrivare la canzone al numero 9 della Top Ten dell’autunno 1986.

6 – Michael Jackson voleva fare una cover di Stand By Me.
Nella colonna sonora del film, la canzone Stand By Me è forse la più famosa, realizzata da Ben E. King. Pare che Michael Jackson volesse realizzare una cover della canzone per il film e che Ron Reiner, pur restando in dubbio, preferì utilizzare la canzone della sua versione originale.

7 – Corey Feldman ha provato tanti diversi tipi di risata.
Per realizzare una risata vera, che sembrasse somigliare a quella descritta nella storia di King, Corey Feldman e il regista Rob Reiner si misero a provare ben 30 tipi di risate diverse, prima di decidere quale potesse essere quella ottimale per il personaggio di Teddy Duchamp.

8 – River Phoenix aveva ottenuto un altro ruolo.
Quando venne preso dopo il provino per far parte del film, River Phoenix venne scelto per il ruolo di Gordie Lachance. Fu il regista Rob Reiner ad intervenire, pensando che sarebbe stato meglio se avesse interpretato il personaggio di Chris Chambers.

9 – Il ruolo di Gordie Lachance era uno dei più gettonati.
Sebbene il ruolo di Gordie sia andato a Will Wheaton, erano diversi gli attori considerati per interpretare il personaggio. Tra questi, vi erano i famosi Sean Astin, Stephen Dorff e Ethan Hawke.



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