ReviewJumps
ChiHaIncastratoRogerRabbit

Chi ha incastrato Roger Rabbit?

1988 ‧ Animazione/Commedia ‧ 1h 44m

Nel 1988, il talento del giovane regista Robert Zemeckis esplode nell’originalità di un film a tecnica mista, che unisce la presenza di attori in carne ed ossa a celebri personaggi di fantasia (curati da Richard Williams). L’unicità di questa pellicola è la convivenza fra colossi dell’animazione, come Disney e Warner Bros. (Topolino al fianco di Bugs Bunny), in una commistione perfetta fra immagine animata e pellicola, resa possibile dall’enorme lavoro fatto dalla Industrial Light and Magic di Spielberg e Lucas, certificato con l’Oscar. Il film di ispira al romanzo di Gary K. Wolf, “Who Censored Roger Rabbit”, ma viene narrato in chiave noir, rendendo la storia ancor più avvincente.
Chi ha incastrato Roger Rabbit, nonostante le apparenze, nonostante la presenza dei cartoni animanti, nonostante le scene esilaranti, non è una pellicola per famiglie: la fiaba noir raccontata da Zemeckis ha come temi principali l’avidità, la morte, l’amicizia e l’amore, in cui la risata, da reazione leggera e spensierata, si trasforma nell’unico mezzo per combattere le bruttezze di un mondo popolato da cattiveria e dolorose ingiustizie. L’investigatore alcolizzato con il cuore spezzato dalla morte del fratello, per mano di un assassino misterioso, Eddie Valiant (interpretato da uno straordinario Bob Hoskins) imparerà, grazie a Roger Rabbit ed all’indesiderata amicizia che nasce fra i due, che saper ridere e far ridere è una delle armi più potenti in mano all’uomo, efficace nel conquistare l’amore di una donna all’apparenza inarrivabile come Jessica, oppure sconvolgere i piani malefici dell’opportunista, avido e spietato Giudice Morton (Christopher Lloyd). Roger ed Eddie, il cartoon e la realtà, amici ed alleati sfideranno il male in situazioni in cui ciò che appare è sempre molto diverso da ciò che è in realtà.
Chi ha incastrato Roger Rabbit vede proprio in tale coraggio espressivo l’essenza del suo essere un capolavoro, creando un connubio fra risata e commozione unico nel suo genere, ed andando per la prima volta ad intorbidire genialmente il magico mondo della fantasia mostrato dai cartoni, una realtà parallela al mondo reale messa in pericolo da una scellerata bramosia, un sentimento universale che trascende l’umano creando solo distruzione.
Zemeckis realizza così un film pionieristico, fatto di citazioni cinematografiche (Fantasia, Il Mistero del falco, Velluto Blue, Harvey, Viale del tramonto, Silly Symphonies e cortometraggi targati Looney Tunes), e di contaminazione di genere, in un punto d’incontro praticamente impossibile di due mondi agli antipodi: il noir e il cartone animato, abilmente gestiti dal regista, specie nella risoluzione del conflitto, tra salamoia letale, vocine stridule e spaventosi occhi rossi.
Inoltre, non posso non porre l’accento sulla scena da incorniciare, a mio avviso, ovvero l’inizio del film: mi riferisco al cortometraggio nella cucina con Roger Rabbit e Baby Hermann. E’ una vera delizia cinematografica! Perfetto nei tempi, perfetto nell’animazione e perfetto nel montaggio, è un sublime cartone animato che presenta i personaggi per quello che non sono.
Come non citare, infine, Jessica Rabbit che canta e ancheggia sulla passerella del nightclub sulle note di Why don’t you do right?, entrata nell’immaginario di una generazione, benché fosse un cartone animato. Cult!


Trama – fonte: www.comingsoon.it

Chi ha incastrato Roger Rabbit? è un film del 1988 diretto da Robert Zemeckis. Siamo ad Hollywood, nel 1947. In questo mondo gli umani e i cartoni animati, che si presentano sul set come farebbero gli attori in carne ed ossa, convivono pacificamente. Il proprietario degli studi d’animazione, R.K. Maroon (Alan Tilvern), assolda l’investigatore privato Eddie Valiant (Bob Hoskins) per indagare su Jessica Rabbit. Maroon, infatti, è preoccupato per lo strano atteggiamento di Roger Rabbit e suppone che sia distratto sul lavoro a causa dell’infedeltà di sua moglie. Sebbene dopo la morte del fratello Teddy, architettata proprio da un misterioso cartone animato, Eddie si fosse ripromesso di non lavorare più in quel mondo, le scarse entrate economiche lo costringono ad accettare il caso.
Nel locale dove lavora Jessica, Eddie sorprende la donna e Marvin Acme, capo delle omonime industrie che lavorano nel settore dei cartoni, in atteggiamenti intimi. Eddie mostra le foto compromettenti a Roger Rabbit. Il giorno seguente, Acme viene assassinato e, sulla scena del crimine, Eddie fa la conoscenza del sinistro Giudice Morton (Christopher Lloyd), avido imprenditore che ha acquisito un grande potere su Cartoonia. Morton ha intenzione di giustiziare Roger Rabbit in una potente salamoia, l’unica sostanza in grado uccidere i cartoni. Eddie, suo malgrado, si trova coinvolto nel caso e la testimonianza di Baby Herman porta a galla nuove verità. Nel corso delle indagini, i sospetti ricadono su Jessica Rabbit. Dopo un bizzarro inseguimento, la donna rivela un segreto sorprendente su Acme che obbliga Eddie a seguire una nuova, e pericolosa, pista. Il destino di Cartoonia è nelle mani dell’investigatore, ma Eddie non sa che l’indagine sarà collegata al brutale omicidio del fratello Teddy


Cast – fonte: www.comingsoon.it


Trailer


Riconoscimenti – fonte: www.mymovies.it

Il film ottenne ben sette candidature ai Premi Oscar del 1989, portandosi a casa quattro statuette:

Premio speciale a Richard Williams
Miglior montaggio a Arthur P. Schmidt
Migliori effetti speciali visivi a Ken Ralston, George Gibbs, Richard Williams, Ed Jones
Migliori effetti speciali sonori a Charles L. Campbell, Louis L. Edemann.

Le altre nomination furono:
Nomination Miglior fotografia a Dean Cundey
Nomination Miglior scenografia a Peter Howitt, Elliot Scott (II)
Nomination Miglior suono a Robert Knudson, Don DiGirolamo, Tony Dawe, John Boyd


Curiosità – fonte: nospoiler.it

1 – La voce di Jessica Rabbit udibile nei dialoghi è quella dell’attrice Kathleen Turner (L’onore dei Prizzi). Quando la “rossa” si esibisce al club Inchiostro e Tempera, il canto è opera di Amy Irving.

2 – Bob Hoskins ha rivelato in un’intervista che, per due settimane dopo aver visto il film, suo figlio (all’epoca bambino) non gli ha rivolto parola. Il piccolo c’era rimasto male perché “suo padre aveva lavorato con Bugs Bunny e non glielo aveva fatto conoscere“.

3 – Con un budget di produzione stimato di 70 milioni di dollari, questo è stato il film più costoso realizzato negli anni ’80.

4 – Chi ha incastrato Roger Rabbit ha fatto segnare l’unica volta in cui personaggi dei cartoni animati di Walt Disney e Warner Bros. sono apparsi insieme sullo schermo.

5 – Nel DVD della Special Edition, il regista Robert Zemeckis ha raccontato in un’intervista a un giornale che Bill Murray era la scelta iniziale del suo produttore esecutivo Steven Spielberg per il ruolo di Eddie Valiant. Sfortunatamente, nessuno dei due riuscì a mettersi in contatto in tempo con l’attore di Ghostbusters. Bill Murray, a sua volta, ha dichiarato che, quando ha letto l’intervista, ha imprecato ad alta voce. Avrebbe accettato volentieri.

6 – Eddie Murphy ha rivelato durante lo show TV Inside the Actors Studio (1994) di aver rifiutato il ruolo di Eddie Valiant, rimpiangendo la decisione. Inizialmente, però, il ruolo del detective era stato pensato per Harrison Ford, che 6 anni prima aveva interpretato un altro celebre segugio (accadeva in Blade Runner). Le pretese economiche di Ford furono talmente esose da scoraggiare i produttori (ad ogni modo, nella versione italiana, Hoskins viene doppiato da Michele Gammino, voce storica di Ford). Anche Robert RedfordSylvester Stallone, Ed Harris e Jack Nicholson furono presi in considerazione per il ruolo di Eddie Valiant. L’unico attore in lizza sia per il ruolo di protagonista che di antagonista (il giudice Morton) fu Robin Williams.

7 – E veniamo al ruolo della nemesi di Valiant e del coniglio Roger (anzi, di tutta Cartoonia): Tim Curry fece un’audizione per il ruolo del giudice Morton ma la sua performance fu così terrificante che ZemeckisSpielberg, Jeffrey Katzenberg e Michael Eisner preferirono evitare di ingaggiarlo. Non a caso, di lì a un paio di anni, l’attore impersonerà il pagliaccio Pennywise nella miniserie It.

8 – John Cleese mostrò interesse per il ruolo del giudice Morton, ma Steven Spielberg e Robert Zemeckis preferirono virare su altri attori perché ritenevano che nessuno avrebbe preso sul serio un ex membro dei Monty Python nei panni di un malvagio sadico. Sir Christopher Lee rifiutò invece il ruolo in questione, poi andato a Christopher Lloyd.

9 – Anche se il titolo del film è in sostanza una domanda, esso non è marcato da alcun punto interrogativo. Il motivo? Nel mondo dello spettacolo, a quanto pare, porterebbe sfortuna inserire il punto interrogativo nel titolo di un’opera. Un po’ come indossare un abito viola alla prima di uno spettacolo (o al tavolo verde).

10 – La celebre frase pronunciata da Jessica Rabbit (“Io non sono cattiva, è che mi disegnano così“) è stata inserita tra le 100 migliori battute di tutti i tempi.

11 – Bob Hoskins ha affermato in un’intervista che Jessica Rabbit non era ancora stata disegnata dagli animatori durante le riprese. L’attore, di conseguenza, non aveva idea di come sarebbe stato il personaggio. Zemeckis gli disse di immaginarla come la sua fantasia sessuale ideale. Per quanto si sforzò di immaginarla super sexy, Hoskins ha confessato che il risultato finale fu molto più hot di come se l’era immaginata.

12 – Nell’edizione VHS originale del film, quando Eddie e Jessica vengono sbalzati fuori dall’auto, è possibile vedere per alcuni fotogrammi che Jessica non indossa biancheria intima. Questo piccante dettaglio è stato in seguito cancellato nei formati successivi.

13 – Il personaggio di Jessica Rabbit è basato principalmente su tre star hollywoodiane del bianco e nero. Il responsabile degli effetti visivi Richard Williams ha rivelato di essersi ispirato alla Rita Hayworth di Gilda (1946), a Veronica Lake e, su suggerimento di Zemeckis, a Lauren Bacall. Il risultato, a distanza di anni, rimane stupefacente (se dovessimo scegliere una versione in carne ed ossa della “fatalona rossa”, opteremmo per la Cameron Diaz di The Mask, che con la sua performance canora omaggia proprio Jessica Rabbit).

14 – Ogni fotogramma del film che presentava un mix di animazione e live-action doveva essere stampato come una fotografia. Un animatore disegnava allora l’illustrazione di quel particolare fotogramma su una carta da lucido sopra la foto. Il disegno doveva essere poi colorato a mano. Una volta fatto, il disegno doveva essere ricomposto nel fotogramma originale adoperando una stampante ottica. Trecentoventisei animatori hanno lavorato a tempo pieno a Chi ha incastrato Roger Rabbit. In totale, si stima che oltre un milione di disegni siano stati realizzati per il film. L’animatore Richard Williams decise di infrangere tre regole fino allora osservate per combinare live-action e animazione attraverso le seguenti azioni: in primo luogo, muovere la macchina da presa il più possibile in modo che i cartoon non apparissero appiattiti sullo sfondo; secondo, giocare con luci e ombre in una maniera mai sperimentata prima; terzo, far interagire il più possibile i personaggi di animazione con gli oggetti e le persone del mondo reale.

15 – Roger Rabbit è descritto (dal punto di vista dell’aspetto) come un “volto Warner“, un “corpo Disney” e il comportamento di Tex Avery. Il coniglio indossa infatti una tuta stile Pippo, i guanti di Topolino e il farfallino di Porky Pig. Richard Williams ha affermato in un’intervista di aver basato la colorazione del coniglio Roger sulla bandiera americana (tuta rossa, corpo bianco, cravatta blu), in modo che “piacesse a tutti, almeno a livello subliminale”.

16 – Gli sceneggiatori Jeffrey Price e Peter S. Seaman erano grandi ammiratori di Chinatown (1974), altro celebre noir. Erano previsti due sequel per il film con Jack Nicholson. il primo fu Il grande inganno (1990), che alla fine fu realizzato. Il secondo riguardava la corruzione a Los Angeles e gli interessi economici attorno alla costruzione di una rete di superstrade. La pellicola avrebbe dovuto intitolarsi “Cloverleaf” ma non venne mai realizzata. Anche se è una commedia animata, Chi ha incastrato Roger Rabbit è un omaggio/parodia proprio a quel film mai realizzato e all’universo di Chinatown, con cui condivide moltissimi elementi: entrambi i film iniziano con un detective assunto per indagare su un caso di infedeltà; in entrambi i film, il vero colpevole è un pubblico ufficiale (Noah Cross, giudice Morton), che spera di ottenere il controllo di un servizio pubblico (acqua, trasporti). Proprio come Jake è ossessionato da una tragedia che ha avuto luogo a Chinatown, Eddie ha perso il fratello a Cartoonia.

17 – In una delle prime versioni della sceneggiatura, il giudice Morton era indicato come colui che uccise la madre di Bambi.

18 – Questo è stato l’ultimo film di Stubby Kaye (Marvin Acme) prima della sua morte, avvenuta il 14 dicembre 1997, all’età di settantanove anni. È stato anche l’ultimo film di Alan Tilvern (RK Maroon) prima della sua morte nel dicembre 2003.

19 – Una scena funebre (in cui si sarebbe dovuto tributare l’ultimo saluto a Marvin Acme), ambientata nel famoso Forest Lawn Memorial Park a Glendale, è stata scartata dal copione durante la pre-produzione. In essa sarebbero dovuti comparire alcuni celebri cartoon/fumetti che furono poi tagliati: Casper, Tom & Jerry, Superman e Lois Lane, Felix the Cat, Cenerentola, Alice, il Coniglio Bianco, il Cappellaio Matto, Winnie the Pooh, Tigro, Maialino, Peter Pan e Wendy.

20 – Una delle versioni iniziali del copione prevedeva che Eddie diventasse un cartone animato una volta entrato a Cartoonia. La scena venne effettivamente realizzata, ma non fu però mai utilizzata. In pratica, oltre sei settimane di lavoro per gli animatori sprecate.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito raccoglie i Cookie DoubleClick (per info leggi la Privacy Policy). Fai clic qui per disattivarlo.