Atto di forza

Atto di forza

1990 ‧ Azione/Sci-fi ‧ 1h 53m

Atto di forza del 1990, diretto da Paul Verhoeven, è un film che mescola fantascienza e azione con una forte carica distopica, ambientato in un futuro prossimo in cui la memoria può essere manipolata e la realtà riscritta attraverso impianti cerebrali. Dal punto di vista tecnico, il film si distingue per l’uso innovativo degli effetti speciali pratici, tipici dell’epoca, che combinano trucco prostetico e miniature con qualche effetto digitale nascente, conferendo una concretezza tattile all’universo distopico. La regia è nervosa, con inquadrature strette e sequenze concitate che trasmettono tensione claustrofobica, supportata da un montaggio serrato che alterna azione e visioni psicotiche in modo fluido, anche se talvolta disorientante. La fotografia di Jost Vacano utilizza una palette fredda e metallica che sottolinea l’atmosfera oppressiva e futuristica della città, con luci al neon e contrasti decisi tra ambienti interni e paesaggi urbani. Le scenografie e i costumi contribuiscono a costruire un mondo credibile, con dettagli tecnologici coerenti e uno stile visivo che anticipa molte delle estetiche cyberpunk degli anni ’90. La colonna sonora di Jerry Goldsmith, pur non predominante, accompagna efficacemente i momenti di tensione e le scene d’azione senza mai sovrastare la narrazione. Dal punto di vista recitativo, Arnold Schwarzenegger porta il suo tipico carisma fisico, ma il film fa affidamento soprattutto su performance che enfatizzano reazioni emotive immediate e fisicità, più che introspezione psicologica. In definitiva, Atto di forza è un’opera tecnicamente solida e ambiziosa, che sfrutta le risorse del cinema di quegli anni per costruire un’esperienza visiva intensa e immersiva, risultando oggi affascinante per chi studia la sintesi tra effetti pratici, regia dinamica e scenografie futuristiche.

 


Trama – fonte: www.comingsoon.it

Atto di forza, film diretto da Paul Verhoeven, racconta le vicende di Douglas Quaid (Arnold Schwarzenegger), un operaio edile che vive con sua moglie Lori (Sharon Stone). L’uomo continua a fare strani incubi su scenari futuri: siamo nel 2084 su Marte, quando due individui stanno passeggiando in tuta spaziale; uno dei due cade in un cratere e, rompendo il casco, provoca la depressurizzazione della tuta, morendo. Pur di dare una spiegazione ai suoi sogni, Douglas sviluppa una vera e propria ossessione per il pianeta rosso, tanto da recarsi alla Rekall, una società in grado di impiantare false memorie di viaggi grazie a un particolare tipo di realtà virtuale. Sconsigliato dal suo collega Harry (Robert Costanzo), l’uomo decide lo stesso di sottoporsi al trattamento, a una condizione: per vivacizzare l’esperienza virtuale, dovrà accettare di essere un agente segreto in cerca di antiche tecnologie aliene. Tutto sembra pronto e Douglas viene addormentato per l’innesto. Qualche minuto dopo, però, si sveglia e comincia ad aggredire chiunque lo circondi. Così i tecnici lo riaddormentano e scoprono che in realtà l’uomo è stato già sottoposto a un precedente innesto. Dopo avergli cancellato la memoria sulla sua visita alla Rekall e avergli dato un cospicuo rimborso, lo rimandano a casa. L’uomo si sveglia in un taxi e, quando arriva nei pressi del suo appartamento, viene aggredito da un gruppo di uomini, compreso Harry, che tentano di ucciderlo senza riuscirci. Douglas, infatti, dopo l’intervento ha sviluppato inconsciamente delle abilità combattive che gli consentono di farli fuori tutti quanti. La situazione precipita quando, una volta a casa, prova a spiegare a Lori quanto gli è accaduto, ma la reazione della moglie è del tutto inaspettata. La donna, infatti, dopo aver chiamato i rinforzi, lo attacca rivelandogli che la sua vita è una bugia ed è tutta un innesto. Quaid scappa e, nella fuga, si imbatte in un uomo che gli consegna una valigetta dal contenuto misterioso…


Cast – fonte: www.comingsoon.it


Trailer


Riconoscimenti – fonte: www.mymovies.it

Il film ottenne ben tre nomination ai Premi Oscar del 1991, portandosi a casa una statuetta:

  • Migliori effetti speciali visivi a Rob Bottin, Tim McGovern, Alex Funke

Le altre nomination furono:

  • Nomination Miglior suono a Aaron Rochin, Michael J. Kohut, Carlos DeLarios, Nelson Stoll
  • Nomination Migliori effetti speciali sonori a Stephen Hunter Flick

Curiosità – fonte: ilcinegico.com

1. Il film è liberamente ispirato a un racconto breve di Philip K. Dick dal titolo “Ricordiamo per voi” (We Can Remember It For You Wholesale).

2. Gli sceneggiatori di “Alien” comprarono i diritti del racconto di Dick negli anni 70 ma nessun produttore voleva investirci e per questo per piu di dieci anni il film restò in stand-by e vennero realizzate ben 40 sceneggiature diverse. Per il duo l’idea di base era allontanarsi molto dalle idee originali e fare un “Indiana Jones su Marte…”.

3. Dino De Laurentiis si decise a produrre l’opera con David Cronenberg alla regia e Richard Dreyfuss o Patrick Swayze come protagonista. Cronenberg abbandonò il progetto dopo un anno di lavoro, perché le sue idee erano lontanissime da quelle degli sceneggiatori e non gli era stato accettato William Hurt nel ruolo principale. L’idea dei mutanti e il personaggio di Kuato furono proprio idee di Cronenberg poi rimaste nel lungometraggio.

4. Dopo il flop di “DuneDe Laurentiis abbandonò l’idea di produrre il film e dopo il fallimento della sua casa di produzione si fece avanti Arnold Schwarzenegger che convinse la Carolco Pictures a comprare i diritti e a lasciargli un controllo totale sulla produzione del film con un ingaggio da 10 milioni di dollari più il 15% sugli incassi e anche la scelta del regista, che ricadde su Paul Verhoeven che aveva colpito Schwarzenegger con “RoboCop”.

5. Il film venne girato per lo più in Messico. Quasi tutta la crew ebbe una grossa intossicazione alimentare, tranne Arnold Schwarzenegger che dopo aver avuto problemi simili ai tempi di “Predator” mangiava solo cibo importato dagli Stati Uniti, si lavava i denti con acqua bollita, beveva acqua in bottiglia e assumeva vitamina B12. La qualità dell’aria di Città del Messico era così scadente che il produttore associato Elliot Schick ebbe un malessere e venne trasportato da un elicottero in ospedale.

6. Ci sono voluti 15 burattinai per controllare Kuato, il cui nome viene dalla parola spagnola: Cuate (gemello).

7. Il regista rimase così colpito dalla performance di Sharon Stone che in seguito la volle a tutti i costi come protagonista di “Basic Instinct”, rendendola una vera e propria star.

8. Doveva essere realizzato un sequel che avrebbe preso spunto da un altro racconto di Dick, “Rapporto di minoranza”. Visto che non venne mai prodotto, nel 2002 Steven Spielberg realizzò proprio da quel racconto il film “Minority Report” con Tom Cruise.

9. Il volto del robot tassista “Johnny Cab” è realizzato sulle fattezze del suo doppiatore, Robert Picardo.

10. Schwarzenegger ribattezzò Sharon StoneTerminator Femmina” sul set. La Stone divenne membro onorario della Stunt Woman Association.

11. Nelle prime sceneggiature il protagonista era un ragioniere e non un operaio edile, per questo Schwarzenegger non era mai stato minimamente considerato per il ruolo.

12. Anche se non menzionato nel lungometraggio, la copertina dell’edizione VHS afferma che il film si svolge nel 2084, questo è stato confermato anche da Paul Verhoeven.

13. Costato circa sessanta milioni di dollari ne incassò 261 nel mondo e vinse l’Oscar per i migliori effetti speciali.

14. Secondo il regista la realtà del film arriva fino a quando il protagonista si siede sulla poltrona della “Rekall”… da lì in poi è tutto solo un sogno.

15. Nel 2012 ne è stato realizzato un remake omonimo con Colin Farrell come protagonista che però non ebbe lo stesso successo. Mentre nel 1999 uscì la serie Tv “Total Recall 2070” che riprendeva alcune idee del romanzo ma non aveva nessuna attinenza con il film.


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