La tigre e il dragone

La tigre e il dragone

2000 ‧ Azione/Romantico ‧ 2 ore

La tigre e il dragone è un film che sembra muoversi sempre in bilico tra materia e spirito, e la sua grandezza tecnica sta proprio nel rendere “credibile” l’incredibile. Dal punto di vista registico, Ang Lee adotta un controllo formale quasi calligrafico. La macchina da presa è elegante, mai nervosa, e accompagna l’azione con movimenti fluidi che rispettano la coreografia invece di dominarla. Nei combattimenti non c’è frenesia: ogni gesto è leggibile, ogni salto ha un peso drammatico. Il wuxia viene così sottratto alla pura esibizione atletica e trasformato in linguaggio emotivo. Volare tra i tetti o scivolare sulle fronde degli alberi non è un trucco spettacolare, ma un’estensione dello stato interiore dei personaggi. La fotografia di Peter Pau gioca un ruolo centrale in questa poetica. Le immagini sono costruite su contrasti morbidi: interni caldi e avvolgenti contro esterni ampi, quasi metafisici. Il colore non è mai casuale: il verde del bambuseto, il blu profondo delle notti, i toni terrosi dei deserti diventano superfici simboliche su cui si riflettono desiderio, repressione e libertà. La luce non scolpisce, accarezza, contribuendo a quell’aura sospesa che rende il film più vicino a una leggenda che a un racconto storico. Il montaggio è invisibile, volutamente anti-spettacolare. Anche nelle scene d’azione, i tagli rispettano la continuità del movimento, permettendo allo spettatore di percepire la danza dei corpi nello spazio. È una scelta controcorrente rispetto al cinema d’azione occidentale: qui l’intensità nasce dalla durata e dal ritmo interno, non dalla frammentazione. La colonna sonora di Tan Dun è forse l’elemento che più esplicitamente fonde Oriente e Occidente. Il violoncello di Yo-Yo Ma introduce una malinconia quasi elegiaca, che trasforma la storia in un canto sul tempo che passa e sulle occasioni mancate. La musica non sottolinea l’azione: la commenta, la sospende, a volte la contraddice, creando uno scarto emotivo che amplifica il senso di nostalgia. Anche sul piano attoriale, la tecnica è tutta nella sottrazione. Chow Yun-fat e Michelle Yeoh lavorano su micro-espressioni, silenzi, posture rigide che raccontano più di qualsiasi dialogo. Zhang Ziyi, al contrario, porta in scena un corpo impulsivo, spezzando l’equilibrio formale del film e incarnando il conflitto tra disciplina e desiderio. È un contrasto studiato, quasi strutturale, che attraversa tutta la messa in scena. In definitiva, La tigre e il dragone è un film tecnicamente raffinatissimo che usa ogni strumento del cinema per raccontare l’impossibilità di conciliare dovere e libertà. La sua vera rivoluzione non sta nei combattimenti aerei, ma nel modo in cui la tecnica diventa poesia, e l’azione una forma di malinconia in movimento.

 


Trama – fonte: www.comingsoon.it

La tigre e il dragone è un film del 2000 diretto da Ang Lee, tratto e riadattato dal romanzo Crouching Tiger, Hidden Dragon di Wang Du Lu. La storia è ambientata nel 1779, durante il 43° anno del regno dell’imperatore Qianlong. Il grande guerriero maestro di arti marziali Li Mu Bai (Chow Yun-Fat) vuole ritirarsi a vita contemplativa, anche se non è riuscito ancora a vendicare la morte del suo maestro per mano di Volpe di Giada (Chang Pei-pei), temibile e spietata guerriera. L’uomo si reca dalla sua amica e amore segreto Shu Lien (Michelle Yeoh) per informarla della decisione del suo ritiro. La informa anche che vuole regalare la sua spada, la leggendaria e micidiale “Destino Verde” forgiata quattrocento anni prima con un metallo praticamente indistruttibile, al signor Tie, loro fedele amico. Li Mu Bai incarica la donna di portare il prezioso dono a Tie. Giunta nella sua casa di quest’ultimo, a Pechino, Lien conosce Jen (Zhang Ziyi), una ragazza vivace ma infelice, promessa sposa al rampollo della potente casata dei Go; in verità, la giovane è innamorata di un bandito del deserto, Jo (Chang Chen). Quella notte stessa la spada viene rubata da un misterioso ladro, così Li Mu Bai si vede costretto a ritornare in azione e insieme alla sua amata Lien si trova ad affrontare la loro più grande sfida e il loro peggior nemico…


Cast – fonte: www.comingsoon.it


Trailer


Riconoscimenti – fonte: www.mymovies.it

Il film ottenne ben dieci nomination ai Premi Oscar del 2001, portandosi a casa quattro statuette:

  • Miglior fotografia a Peter Pau
  • Miglior colonna sonora a Dun Tan
  • Miglior scenografia a Tim Yip
  • Miglior film straniero

Le altre nomination furono:

  • Nomination Miglior film
  • Nomination Miglior regia a Ang Lee
  • Nomination Miglior sceneggiatura non originale a Hui-Ling Wang, James Schamus
  • Nomination Miglior canzone a James Schamus, Dun Tan, Jorge Calandrelli
  • Nomination Migliori costumi a Tim Yip
  • Nomination Miglior montaggio a Tim Squyres

Curiosità – fonte: varie

1 – Infortuni sul set.
Michelle Yeoh (Yu Shu Lien) si è strappata il legamento crociato anteriore durante le riprese e ha dovuto girare alcune scene post-operatorie non d’azione.

2 – Titolo simbolico.
Il titolo cinese si riferisce a “persone di talento che lo celano“, contrastando il desiderio interiore con il dovere. Nella cultura cinese, tigre e dragone simboleggiano l’equilibrio tra Yin e Yang, forza e grazia.

3 – Combattimenti spettacolari.
Nonostante i combattimenti “aerei” (wire-fu) siano il marchio di fabbrica, alcuni attori non erano esperti marzialisti, ma la regia e la coreografia hanno reso le scene iconiche.

4 – Successo internazionale.
È stato il primo film in lingua straniera a superare i 100 milioni di dollari negli USA e ha ottenuto ben 10 nomination agli Oscar.

5 – Ambientazione.
Il film spazia tra paesaggi mozzafiato, incluse le scene nel deserto e i combattimenti sui tetti, riprendendo le tradizioni del cinema d’azione classico.

6 – Regia di Ang Lee.
Il regista ha saputo fondere l’estetica del wuxia tradizionale con una narrazione più emotiva e rivolta al pubblico occidentale.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito raccoglie i Cookie DoubleClick (per info leggi la Privacy Policy). Fai clic qui per disattivarlo.