Notorious - L'amante perduta

Notorious – L’amante perduta

1946 ‧ Thriller/Noir ‧ 1h 42m

Fin dalla prima inquadratura Alfred Hitchcock dimostra una padronanza assoluta del linguaggio filmico utilizzando una fotografia contrastata che esalta il dramma interiore dei protagonisti e costruisce una tensione che non lascia respiro. La regia si muove con eleganza millimetrica alternando piani sequenza a campi medi per accompagnare lo spettatore nel cuore della vicenda, mentre il montaggio si fa invisibile e preciso mantenendo sempre il ritmo giusto nei dialoghi e lasciando spazio ai silenzi carichi di ambiguità. Le interpretazioni di Cary Grant e Ingrid Bergman sono calibrate su una recitazione trattenuta che amplifica la tensione emotiva e l’ambiguità morale dei personaggi. La colonna sonora di Roy Webb sostiene il crescendo drammatico con motivi musicali discreti ma incisivi, senza sovrastare le immagini. La scenografia ed i costumi ricostruiscono l’ambiente con un realismo raffinato che conferisce autenticità al racconto. La sceneggiatura di Ben Hecht dosa abilmente i colpi di scena e le sfumature psicologiche affidandosi a dialoghi affilati e alle dinamiche tra i personaggi. Tutto converge in una messa in scena che unisce suspense, eleganza visiva ed introspezione, facendo di Notorious – L’amante perduta un esempio perfetto di equilibrio tra stile e contenuto in cui ogni scelta tecnica è funzionale a intensificare il coinvolgimento e l’ambiguità della storia.

 


Trama – fonte: www.comingsoon.it

Notorious – L’amante perduta, film diretto da Alfred Hitchcock, vede protagonista la giovane Elena Huberman (Ingrid Bergman). Dopo il suicidio del padre – condannato a venti anni di carcere con l’accusa di essere una spia tedesca – la ragazza viene contattata da Devlin (Cary Grant), agente segreto dei servizi americani. L’uomo le propone di collaborare nel controspionaggio, introducendosi nei circoli nazisti presenti a Rio de Janeiro e raccogliendo informazioni per il governo statunitense.
Spinta dal senso di patriottismo e dal desiderio di riabilitare il nome della sua famiglia, Elena accetta e parte con Devlin per il Brasile. Lì la giovane incontra amici e conoscenti del padre, tra cui Alexander Sebastian (Claude Rains), il capo degli agenti nazisti da sempre innamorato di lei. Sebbene inizi a provare dei sentimenti per Devlin, la ragazza è costretta ad accettare la proposta di matrimonio di Alexander, in modo da ottenere più facilmente informazioni per il governo americano. Tuttavia, poco dopo le nozze, il leader nazista inizia a sospettare della moglie…


Cast – fonte: www.comingsoon.it


Trailer


Riconoscimenti – fonte: www.mymovies.it

Il film ottenne due nomination ai Premi Oscar del 1947:

  • Nomination Miglior attore non protagonista a Claude Rains
  • Nomination Miglior sceneggiatura originale a Ben Hecht

Curiosità – fonte: varie

1 – Il famoso “bacio lungo” tra Grant e Bergman fu girato in 3 piani sequenza da 20‐30 secondi l’uno, perché all’epoca il codice Hays vietava baci più lunghi di 3 secondi. Hitchcock aggirò la regola facendo interrompere e riprendere il bacio continuamente, restando sempre incollato ai volti.

2Claude Rains (Sebastian) era in realtà molto più basso di Cary Grant e di Ingrid Bergman: per girare molte scene veniva fatto salire su pedane o venivano usati accorgimenti nelle inquadrature per non farlo sembrare troppo minuto.

3 – La celebre scena della chiave (la carrellata che parte dal salone e stringe fino alla mano di Bergman) fu tecnica­mente complicatissima e richiese settimane di preparazione: a oggi viene studiata nelle scuole di regia.

4Hitchcock considerava Notorious uno dei suoi film preferiti e lo chiamava “my first real love story”, perché per la prima volta la componente sentimentale era centrale quanto la suspense.

5 – Per mantenere la tensione durante le riprese, Hitchcock non spiegava mai completamente le motivazioni dei personaggi agli attori, lasciandoli in una costante ambiguità… proprio come nello script.

6 – Nel film la bottiglia di vino non è solo un semplice oggetto di scena, ma un MacGuffin in pieno stile Hitchcock: un elemento apparentemente secondario che in realtà mette in moto tutta la tensione narrativa. In quel caso, la bottiglia contiene uranio (sotto forma di sabbia nera), ovvero la prova che gli ex nazisti stanno lavorando sulla bomba atomica in piena segretezza. Alicia e Devlin non lo sanno ancora, ma Hitchcock usa quell’oggetto per costruire una scena magistrale:
Alicia ruba le chiavi della cantina a Sebastian
– Scende con Devlin e trova la bottiglia spezzata
– Si accorge del misterioso contenuto
Sebastian se ne accorge perché la bottiglia mancante è proprio quella usata per il brindisi. Da quel momento in poi lui capisce di essere stato tradito – e di doverla eliminare senza farlo scoprire agli altri complottisti. In pratica, la bottiglia è l’innesco che trasforma una storia di spionaggio in un dramma personale tra amanti e tradimenti. Hitchcock lo fa con un oggetto banalissimo… e infatti dichiarò che più l’oggetto è “ordinario”, più funziona come detonatore della suspense.

7 – Piccolo aneddoto incredibile su come Hitchcock e lo sceneggiatore Ben Hecht tirarono fuori l’idea dell’uranio nella bottiglia. Durante la scrittura della sceneggiatura avevano bisogno di un “segreto” nazista davvero credibile e pericoloso. Hecht conosceva un fisico dell’Università di Los Angeles e lo chiamò per chiedergli “qual è la cosa più devastante che un gruppo di scienziati nazisti potrebbe nascondere in una cantina?”. Il professore, senza pensarci troppo, rispose: “uranio per una bomba atomica”. Il problema è che in quel momento (1944), il progetto Manhattan era assolutamente segreto. Qualche giorno dopo, l’FBI bussò alla porta di Hitchcock per chiedergli perché stavano facendo domande sull’uranio e sulle bombe atomiche. Avevano intercettato la telefonata e pensavano che il regista stesse cercando informazioni riservate! Hitchcock ovviamente spiegò che si trattava solo di una sceneggiatura… ma fu “caldamente invitato” a cambiare argomento. Naturalmente non lo fece, e alla fine l’uranio rimase al centro della trama.


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