Marrakech Express
“Marrakech Express” del 1989 di Gabriele Salvatores si inscrive nel genere road-movie ed è il primo capitolo della cosiddetta “tetralogia della fuga”. La sceneggiatura firmata da Carlo Mazzacurati, Umberto Contarello ed Enzo Monteleone pone al centro quattro amici trentenni – Marco, Ponchia, Paolino e Cedro – che si riuniscono a Milano e partono verso il Marocco su richiesta di Teresa, presunta fidanzata dell’amico Rudy trattenuto in carcere, salvo poi scoprire che il motivo del viaggio è l’acquisto di una trivella per trasformare un desiderio idealistico in un’oasi nel deserto. Dal punto di vista tecnico la fotografia di Italo Petriccione alterna inquadrature statiche e paesaggi evocativi che accompagnano l’evoluzione emotiva dei personaggi, passando dalla grigia e soffocante Milano ai cieli aperti e caldi del Marocco, configurandosi come una metafora visiva del viaggio interiore e dell’evasione dalla routine. Il montaggio di Nino Baragli scandisce il ritmo con una miscela equilibrata di momenti contemplativi e trovate comiche, sostenuto da una colonna sonora che mescola brani originali blues di Roberto Ciotti a celebri canzoni italiane di Lucio Dalla e Francesco De Gregori, rafforzando il senso di nostalgia ed il rapporto con una gioventù che sembra irrecuperabile. La recitazione dei protagonisti – Diego Abatantuono, Fabrizio Bentivoglio, Gigio Alberti, Giuseppe Cederna e Cristina Marsillach – parte da toni apparentemente distaccati ma evolve verso una naturalezza autentica e corale che rende i personaggi credibili e vicini allo spettatore, trasformandoli in simboli di una generazione in bilico tra disincanto e speranza. Dal punto di vista critico il film viene riconosciuto per l’intelligenza della scrittura e per l’efficacia dell’ambientazione, mentre alcune scelte registiche sono state giudicate statiche o troppo esplicite; ciò non toglie che il viaggio raccontato diventi una potente metafora di fuga dall’alienazione contemporanea, più evocata che denunciata esplicitamente, spingendo lo spettatore a riflettere su ciò che ha lasciato indietro e su ciò che realmente conta. La produzione contenuta contribuisce al tono intimo della narrazione: una troupe ridotta garantisce un sapore “artigianale” con luci essenziali, presa diretta talvolta imperfetta e dialoghi non sempre fluidi, ma proprio questi limiti contribuiscono a trasmettere sincerità e spontaneità. In definitiva Marrakech Express è un film che unisce sceneggiatura intelligente, colonna sonora evocativa, fotografia emozionale e recitazione collettiva in un road-movie che va oltre il viaggio geografico e diventa ricerca personale e generazionale, lasciando un segno duraturo nel cinema italiano.
Trama – fonte: www.comingsoon.it
In una sera piovosa il trentenne Marco si vede presentare a casa una giovane spagnola, Teresa, legata a Rudy, amico di gioventù di Marco, la quale gli fa presente che Rudy è nei guai in Marocco per una storia di droga ed ha urgente bisogno di 30 milioni. Marco, sorpreso, decide di aiutare l’amico di un tempo e va a cercare altri tre compagni di allora persi di vista negli ultimi dieci anni: Ponchia, commerciante di automobili usate; Cedro, ritiratosi in montagna a meditare; Paolino insegnante sposato con Elena, ex fiamma di Cedro, dalla quale ha avuto due bambine. I quattro amici, dopo qualche dubbio, si procurano il denaro ed iniziano con Teresa il lungo viaggio che li porta da Milano fino in Marocco attraverso la Francia, la Spagna e lo Stretto di Gibilterra. Tra peripezie di ogni tipo giungono a destinazione: ma una brutta sorpresa attende i quattro poichè una mattina scoprono che Teresa è sparita col denaro, la macchina e i loro passaporti e che Rudy non ha mai avuto guai con la giustizia. Per un caso fortuito vengono a sapere che Rudy e la sua compagna si trovano a sud del Marocco nelle ultime propaggini del Sahara: con mezzi stravaganti arrivano sul posto e trovano Rudy e Teresa, sua legittima consorte, che li accolgono con calore e spiegano loro che con i soldi intendono comprare una trivella per cercare acqua nel deserto ed impiantare una piantagione di arance in quella zona inospitale per fare così un’enorme fortuna. Alla confessione i quattro sono sbigottiti ma poi si mettono tutti al lavoro per realizzare l’idea. L’acqua si trova e Rudy può concretizzare il suo sogno. I suoi amici sono felici per lui però decidono di andarsene per tornare alla propria vita; ma lungo la via del ritorno Paolino e Cedro si staccano dal gruppetto per rimanere in quei luoghi. A Ponchia e a Marco non resta altro che la delusione di vedere i due amici allontanarsi da loro ancora una volta.
Cast – fonte: www.comingsoon.it















Trailer
Riconoscimenti – fonte: www.mymovies.it
Nessun riconoscimento di rilevanza.
Curiosità – fonte: varie
1 – Sceneggiatura.
La sceneggiatura, scritta a tre mani (Enzo Montelone, Carlo Mazzacurati, Umberto Contarello), vinse il Premio Solinas nel 1987.
2 – Viaggio e amicizia.
Il film esplora temi come il viaggio come evasione, la riscoperta dell’amicizia e le dinamiche di gruppo, il tutto sullo sfondo di un viaggio avventuroso.
3 – Luoghi di ripresa.
Il film è stato girato in Marocco (Marrakech, Merzouga, Erfoud), Spagna (Almería, Barcellona), Saint-Tropez in Francia, e nel Nord Italia e Milano.
4 – Colonna sonora.
La colonna sonora, curata da Roberto Ciotti, include brani come “No More Blue” e “Sweet Paradise” che sottolineano l’atmosfera “on the road”. Sono presenti anche canzoni italiane come “La leva calcistica della classe ’68” di Francesco De Gregori e “L’anno che verrà” di Lucio Dalla, che evocano l’epoca in cui i protagonisti erano giovani.
5 – La Mercedes 200 GE.
L’auto utilizzata nel film, una Mercedes-Benz 200 GE, ha un indicatore del carburante rotto, aggiungendo un tocco di umorismo e realismo.
6 – Riferimenti.
Il film è stato fonte d’ispirazione per altri, come “Tre uomini e una gamba” di Aldo, Giovanni e Giacomo, che riprende la famosa scena della partita di calcio.
7 – Personaggi e interpretazioni.
Il film presenta un cast ben assortito con attori come Fabrizio Bentivoglio, Diego Abatantuono, Giuseppe Cederna e Gigio Alberti, ognuno con un ruolo e una personalità ben definita.
8 – Accoglienza.
“Marrakech Express” è considerato uno dei road movie più significativi del cinema italiano, apprezzato per la sua leggerezza, il suo umorismo e la sua capacità di trattare temi profondi.


