Always – Per sempre
‘Always‘ (1989) rappresenta uno dei lavori più intimi e maturi fatti sino a quel momento da Steven Spielberg, un’opera che abbandona quasi del tutto il gusto per il ‘meraviglioso e spettacolare’ per concentrarsi su un racconto sentimentale in cui il soprannaturale diventa uno strumento narrativo delicato e mai invasivo. Remake del classico ‘Joe il pilota‘ (‘A Guy Named Joe‘, 1943), il film affronta temi universali come il sacrificio, la perdita e la capacità di lasciar andare chi si ama, mantenendo un tono sospeso tra romanticismo, malinconia e spiritualità. La regia si distingue per una messa in scena estremamente elegante, costruita attraverso movimenti di macchina fluidi, lunghe dissolvenze e una fotografia calda firmata da Mikael Salomon, che alterna i colori dorati dei tramonti e degli incendi boschivi a tonalità più fredde e soffuse nelle sequenze ultraterrene, creando un netto ma armonioso contrasto tra il mondo dei vivi e quello dell’aldilà. Spielberg evita ogni spettacolarizzazione dell’elemento fantastico, preferendo un approccio contemplativo che privilegia le emozioni dei personaggi rispetto agli effetti visivi, i quali, pur limitati dagli standard tecnologici dell’epoca, risultano ancora oggi funzionali grazie alla loro discrezione e al loro valore simbolico. Le sequenze aeree costituiscono il cuore spettacolare dell’opera e sono realizzate con notevole perizia tecnica: le riprese degli aerei antincendio, gli inseguimenti tra le montagne e i lanci sulle foreste in fiamme combinano modellini, riprese reali e fotografia aerea con un montaggio preciso che restituisce costantemente il senso del rischio senza sacrificare la leggibilità dell’azione. Richard Dreyfuss offre un’interpretazione misurata e profondamente umana, costruendo un protagonista inizialmente impulsivo e temerario che, una volta privato della propria vita, è costretto ad affrontare un percorso di maturazione emotiva fondato sull’accettazione dell’inevitabile. Holly Hunter dona autenticità e forza al personaggio di Dorinda, evitando ogni deriva melodrammatica, mentre John Goodman introduce momenti di leggerezza che alleggeriscono la narrazione senza comprometterne il tono. Audrey Hepburn, nella sua ultima apparizione cinematografica, conferisce al proprio personaggio una presenza quasi eterea, trasformandolo in una figura di conforto più che di autorità. Fondamentale risulta anche il contributo musicale di John Williams, autore di una colonna sonora tra le più liriche della sua produzione, nella quale i temi orchestrali accompagnano con estrema sensibilità la dimensione emotiva del racconto senza mai risultare ridondanti. Dal punto di vista del ritmo narrativo, ‘Always‘ procede con lentezza deliberata, privilegiando la costruzione dei rapporti umani e delle emozioni rispetto alla progressione degli eventi; una scelta che può apparire meno coinvolgente agli spettatori abituati al cinema più dinamico di Spielberg, ma che si rivela coerente con la natura intimista dell’opera. Pur non essendo ricordato tra i titoli più celebri del regista, il film rappresenta un esercizio di grande controllo stilistico, capace di fondere melodramma romantico, racconto spirituale e cinema d’avventura in un equilibrio sorprendentemente sobrio. La sua forza risiede proprio nella capacità di parlare della morte senza drammatizzarla e dell’amore senza idealizzarlo, affidandosi a una regia elegante, interpretazioni sincere e a una notevole raffinatezza visiva che trasformano una storia apparentemente semplice in una riflessione delicata sul significato del sacrificio e sulla necessità di continuare a vivere anche quando il passato sembra impossibile da abbandonare.
Trama – fonte: www.comingsoon.it
Always – Per sempre è un film del 1989 diretto da Steven Spielberg. La vicenda si svolge negli Stati Uniti, alla fine degli anni Ottanta. Pete Sandich (Richard Dreyfuss) è un temerario pilota di aerei addetto allo spegnimento degli incendi boschivi. Ha una relazione con Dorinda Durston (Holly Hunter), impiegata nella torre di controllo della base aerea, che non sopporta più di vederlo impegnato in missioni tanto pericolose. Ma Pete ama il suo lavoro, che condivide con il suo più caro amico Al Yackey (John Goodman). Quando però Dorinda lo mette davanti a una scelta, Pete le promette che accetterà l’incarico di istruttore nel centro di addestramento per piloti antincendio a Flat Rock, in Colorado. Purtroppo, durante la sua ultima missione, Pete compie una manovra azzardata per mettere in salvo l’aereo di Al e muore nell’esplosione del suo velivolo. Pete si ritrova in un bosco paradisiaco dove incontra Hap (Audrey Hepburn), una donna vestita di bianco che gli rivela di essere morto. Hap gli spiega che il suo spirito verrà rispedito sulla Terra per ispirare Ted Baker (Brad Johnson), un giovane pilota, a cui dovrà trasmettere la sua abilità e il suo coraggio. Come in passato altri spiriti hanno consigliato e aiutato Pete, adesso tocca a lui aiutare le persone che sono ancora vive, a partire da Ted. Nessuno ovviamente lo potrà vedere o sentire, ma Pete potrà ispirare gli altri attraverso i loro pensieri. Sei mesi dopo, Pete assiste all’arrivo di Ted Baker presso la base di addestramento di Flat Rock, di cui Al è diventato comandante. A causa dei discutibili risultati di Ted, Al è riluttante a reclutarlo, ma Pete lo convince telepaticamente a dargli una possibilità. In seguito Pete conduce Al a San Diego dove vive Dorinda, ancora provata dalla scomparsa dell’uomo che amava. Al la convince a seguirlo a Flat Rock e, per aiutarla a superare il lutto, le presenta Ted. Dopo alcuni mesi i due iniziano a frequentarsi e ad amarsi. Pete tenta egoisticamente di sabotare la storia d’amore, ma Hap gli appare nuovamente, ricordandogli che la sua vita è finita e che lui è stato inviato per ispirare Ted ma anche per dire addio a Dorinda per sempre.
Cast – fonte: www.comingsoon.it


















Trailer
Riconoscimenti – fonte: www.mymovies.it
Nessun riconoscimento di rilievo!
Curiosità – fonte: VARIE
1 – L’addio di una diva.
Questo è stato l’ultimo film dell’attrice Audrey Hepburn. Spielberg la fece portare in barella sul set per non sporcare i suoi vestiti con la cenere.
2 – Il consiglio preveggente.
Durante le riprese, Spielberg disse all’attore John Goodman che sarebbe stato perfetto per fare Fred Flintstone. Pochi anni dopo, Goodman recitò proprio nel film “I Flintstones“.
3 – Attori famosi mancati.
Il regista voleva Sean Connery per il ruolo di Hap.
4 – Una scena buffa vera.
Nel film, Dorinda (Holly Hunter) scambia il collega Ted per un attore famoso. Questa battuta è nata da un errore reale sul set. Spielberg trovò l’errore così divertente da inserirlo nel film.


