Il Corriere - The Mule

Il corriere – The Mule

2018 ‧ Giallo/Thriller ‧ 1h 57m

The Mule (2018) rappresenta una delle opere più intime e crepuscolari della tarda filmografia di Clint Eastwood, che qui ricopre contemporaneamente i ruoli di regista e protagonista. Più che un classico crime movie, il film utilizza la vicenda del novantenne Earl Stone – ispirata alla storia vera di Leo Sharp – come pretesto per riflettere sul tempo perduto, sul peso delle scelte e sull’inevitabilità della vecchiaia. La regia adotta il consueto stile eastwoodiano, asciutto e invisibile, rinunciando a qualsiasi virtuosismo tecnico in favore di una narrazione lineare, costruita attraverso un montaggio sobrio e una messa in scena che lascia spazio agli attori e ai silenzi. La fotografia di Yves Bélanger privilegia tonalità calde e naturali, alternando gli ampi paesaggi delle highway americane agli interni più raccolti, contribuendo a creare un’atmosfera malinconica che accompagna costantemente il viaggio del protagonista. La macchina da presa osserva Earl con discrezione, evitando di trasformarlo in un eroe o in un martire, preferendo restituirne tutta la fragilità umana e morale. Clint Eastwood offre un’interpretazione sorprendentemente autoironica e vulnerabile, giocando apertamente con il proprio mito cinematografico: il volto scavato, il corpo ormai lento e la voce roca diventano elementi espressivi che raccontano il trascorrere del tempo con maggiore efficacia di qualsiasi dialogo. Accanto a lui, Bradley Cooper, Laurence Fishburne e Michael Peña svolgono il ruolo di contrappunto narrativo senza mai oscurare la centralità del protagonista, mentre il rapporto con la famiglia costituisce il vero cuore emotivo dell’opera. Dal punto di vista della sceneggiatura, firmata da Nick Schenk, il film alterna con naturalezza momenti di leggerezza, ironia e tensione, anche se alcuni passaggi risultano volutamente ellittici e sacrificano l’approfondimento del cartello messicano per mantenere l’attenzione esclusivamente sul percorso interiore di Earl. La struttura narrativa segue il ritmo di un road movie classico, nel quale ogni viaggio diventa una tappa del lento processo di consapevolezza del protagonista, fino a trasformare il traffico di droga in una metafora del tentativo disperato di recuperare ciò che il lavoro gli ha sottratto: gli affetti. La colonna sonora interviene con estrema misura, evitando ogni enfasi melodrammatica e lasciando che siano i rumori della strada e i silenzi a dominare molte sequenze, rafforzando il senso di solitudine che permea il racconto. Sul piano tematico, The Mule affronta il rimorso, la ricerca della redenzione, il conflitto tra successo professionale e vita privata e il confronto con la morte, temi ricorrenti nel cinema di Eastwood ma qui trattati con una sincerità quasi autobiografica. Il film rinuncia deliberatamente ai meccanismi spettacolari del thriller criminale per costruire un’opera riflessiva, nella quale il vero antagonista non è la DEA né il cartello, bensì il tempo stesso. Ne deriva un’opera che può apparire narrativamente irregolare, ma che trova la propria forza nella semplicità dello sguardo registico e nella straordinaria capacità di Eastwood di trasformare un racconto di cronaca in una meditazione universale sulla responsabilità, sul perdono e sull’accettazione del proprio passato.

 


Trama – fonte: www.comingsoon.it

Il Corriere – The Mule, il film diretto da Clint Eastwood, vede protagonista l’ottantenne Earl Stone (Eastwood). Costretto a chiudere la sua attività imprenditoriale, Stone si ritrova solo e senza soldi. La sua unica possibilità di salvezza sembra legata a un lavoro che gli viene offerto, un lavoro per il quale è richiesta unicamente l’abilità di guidare una macchina. Il compito sembra dei più semplice, ma, a sua insaputa, Earl è appena diventato il corriere della droga di un cartello messicano. Earl è molto bravo nel suo nuovo lavoro, talmente bravo che il volume di carico che trasporta aumenta sempre più, tanto che alla fine gli viene dato un assistente (Ignacio Serricchio), che ha il compito di aiutarlo ma anche di controllarlo. Questi non è però l’unico a tenere d’occhio Earl: anche l’efficiente agente anti-droga della DEA Colin Bates (Bradley Cooper) tiene al centro del suo radar questo misterioso e anziano nuovo “mulo” della droga. E anche se i problemi economici di Earl appartengono ormai al passato, gli errori commessi affiorano, portandolo a chiedersi se riuscirà a porvi rimedio prima che venga acciuffato dalla legge o, peggio ancora, da qualcuno del cartello stesso. Nel film Laurence Fishburne e Michael Peña interpretano altri due agenti della DEA, mentre Dianne Wiest, Alison Eastwood e Taissa Farmiga sono rispettivamente l’ex moglie di Earl, sua figlia e sua nipote.


Cast – fonte: www.comingsoon.it


Trailer


Riconoscimenti – fonte: www.mymovies.it

Nessun riconoscimento di rilievo!


Curiosità – fonte: VARIE

1 – I fiori veri.
Nella realtà e nel film, il protagonista era un esperto di emerocallidi, dei gigli che vivono un solo giorno. Sharp ne creò oltre 180 nuove varietà, incluso il famoso fiore chiamato “Ojo Poco“.

2 – La vera copertura.
La sua insospettabilità era dovuta alla sua fama. Sharp viaggiava per gli Stati Uniti con il suo pick-up per mostrare i suoi fiori alle convention, una copertura perfetta per i cartelli della droga.

3 – L’età del protagonista.
Nel film, il protagonista Earl Stone è un reduce della guerra di Corea, mentre il vero Leo Sharp combatté nella Seconda Guerra Mondiale.

4 – Ritorno sul set.
Questo film ha segnato il ritorno sul grande schermo di Clint Eastwood come attore, a sei anni dalla sua ultima interpretazione in Di nuovo in gioco. A 88 anni, ha deciso sia di dirigere che di recitare nella pellicola.

5 – Un affare di famiglia.
Nel ruolo della figlia del protagonista c’è Alison Eastwood, che è la figlia di Clint Eastwood anche nella vita reale.


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