L’ultima onda
Peter Weir firma con L’ultima onda (The Last Wave, 1977) una delle opere più enigmatiche e affascinanti del cinema australiano, un film capace di fondere thriller psicologico, dramma esistenziale e suggestioni soprannaturali in un equilibrio raro e sorprendentemente moderno. La sua regia si distingue per un controllo assoluto del ritmo e dell’atmosfera, rinunciando agli effetti spettacolari per costruire una tensione sottile e costante, fatta di silenzi, dettagli e immagini cariche di significato. Ogni inquadratura sembra suggerire la presenza di qualcosa di invisibile, lasciando che sia lo spettatore a colmare gli spazi dell’incertezza. La fotografia di Russell Boyd valorizza il contrasto tra la modernità della metropoli e la forza ancestrale della natura, creando immagini eleganti e inquietanti al tempo stesso, mentre il sonoro e la colonna sonora assumono un ruolo narrativo fondamentale, trasformando pioggia, vento e tuoni in elementi espressivi che amplificano il senso di mistero. Richard Chamberlain offre un’interpretazione misurata e convincente, sostenuta dalla magnetica presenza di David Gulpilil, il cui carisma contribuisce ad alimentare il fascino enigmatico dell’opera. Ciò che rende L’ultima onda un film ancora oggi così coinvolgente è la sua volontà di non offrire spiegazioni definitive. Weir preferisce evocare piuttosto che dimostrare, suggerire anziché chiarire, lasciando convivere razionalità e spiritualità senza imporre una verità assoluta. Ne nasce un’opera profondamente atmosferica, capace di stimolare riflessioni sul rapporto tra uomo, natura e conoscenza, e di mantenere intatto il proprio potere evocativo a distanza di decenni. È uno di quei film che non cercano di impressionare con i colpi di scena, ma conquistano lentamente, continuando a risuonare nella memoria dello spettatore molto tempo dopo la visione.
Trama – fonte: www.comingsoon.it
David Burton è un tranquillo avvocato di Sidney, tutto lavoro e casa ove è atteso dalla moglie Annie e dalle figliolette Susan e Grace. Quando la polizia accusa alcuni aborigeni di avere ucciso uno di loro, certo Billy Corman, il reverendo Burton, un pastore padre di David, lo induce ad assumerne la difesa nonostante non sia solito accettare cause penali. Per meglio difendere i suoi clienti, David chiede informazioni a Chris, uno di loro che lo mette in contatto con l’anziano e misterioso Charlie. Nel frattempo accadono fatti inspiegabili nella natura australiana quali piogge a ciel sereno, grandinate con chicchi colossali, discesa dal cielo di petrolio e ranocchi; e il giovane avvocato compie dei sogni che gli danno l’impressione di esser già vissuto in altra epoca. Chris, infatti, gli chiede se non sia un “mulkurul”, cioè uno di quegli esseri che compaiono ciclicamente sulla terra per annunciare la fine di un’era e l’inizio di un’altra dopo una immane catastrofe. David, dopo avere cercato di mettere in salvo la famiglia, perde la causa, penetra nei sotterranei ove gli aborigeni metropolitani hanno conservato i segreti della loro ancestrale cultura e scopre quanto sta per accadere. Uscito dalle fogne, assiste al sorgere di una enorme ondata che porrà fine alla vita attuale.
Cast – fonte: www.comingsoon.it
















Trailer
Riconoscimenti – fonte: www.mymovies.it
Nessun riconoscimento di rilievo!
Curiosità – fonte: VARIE
1 – Influenze illustri.
Stanley Kubrick ha elogiato il film. Ha dichiarato che per creare l’atmosfera onirica e angosciante, Weir ha preso ispirazione dal cinema espressionista tedesco e dai maestri del muto.
2 – Realtà e misticismo.
Weir ha mantenuto un’ambiguità di fondo, non svelando tutto allo spettatore. Il film lascia aperte domande sul fatto che il protagonista stia impazzendo o se sia davvero in contatto con il misticismo aborigeno.
3 – Location australiane.
Il film è stato girato in gran parte nei dintorni di Sydney, sfruttando location piovose e notturne per creare un senso di isolamento e angoscia costante.
4 – Tematiche eco-horror.
È considerato un pioniere dell’eco-horror e del thriller psicologico, giocando sul contrasto tra la modernità occidentale e le radici ancestrali di un popolo.


