La meglio gioventù
La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana è un’opera monumentale, che si colloca tra il cinema e la grande narrazione televisiva, capace di restituire uno spaccato vibrante dell’Italia dal 1966 ai primi anni 2000. Con una durata che sfiora le sei ore – distribuita originariamente in due parti – il film non si limita a raccontare una storia familiare, ma diventa quasi una cronaca sentimentale del nostro Paese, vista attraverso lo sguardo di due fratelli, Nicola e Matteo Carati, che incarnano due modi diversi di vivere l’impegno, la rabbia, l’amore e la disillusione. Tecnicamente, Giordana firma una regia sobria ma densissima di senso. Non ci sono virtuosismi appariscenti, ma ogni inquadratura è pensata per valorizzare i volti, gli spazi, le transizioni temporali. La fotografia, curata da Roberto Forza, accompagna con eleganza il passare delle stagioni e dei decenni: i colori si fanno più caldi o più freddi seguendo le trasformazioni interiori dei personaggi e quelle esteriori del Paese. L’uso della luce naturale è particolarmente riuscito nei momenti intimi e familiari, come le scene in Norvegia o quelle nella campagna toscana, dove la narrazione rallenta e si apre alla riflessione. La sceneggiatura di Sandro Petraglia e Stefano Rulli è il cuore pulsante del film: una scrittura ampia, stratificata, ma mai pesante, che riesce a fondere vicende personali e passaggi storici – il ’68, la legge Basaglia, gli anni di piombo, le alluvioni, la mafia, il G8 – in modo organico, senza mai risultare didascalica. I dialoghi sono autentici, credibili, e riescono a raccontare l’evoluzione di una generazione, forse anche di più generazioni, in costante conflitto tra ideali e compromessi. Al centro di tutto, le interpretazioni. Luigi Lo Cascio e Alessio Boni, nei ruoli di Nicola e Matteo, sono semplicemente straordinari. Lo Cascio, con la sua delicatezza e la sua calma, incarna la speranza, la fede nei rapporti umani, nell’educazione, nella cura. Boni, più irruento ed inquieto, dà vita ad un personaggio profondamente lacerato, che porta dentro di sé un dolore irrisolto. Attorno a loro si muove un cast corale di altissimo livello – Jasmine Trinca, Sonia Bergamasco, Maya Sansa – capaci di costruire personaggi femminili complessi, sfaccettati, mai secondari. Quello che colpisce davvero, oltre alla struttura narrativa impeccabile ed alla regia misurata, è la capacità del film di farci sentire partecipi: come spettatori, ci troviamo coinvolti in prima persona, ci arrabbiamo, ci commuoviamo, ci riconosciamo. La meglio gioventù ha il dono raro di essere insieme epica ed intima, storica e personale, politica e sentimentale. È un’opera che racconta cosa significhi crescere, sbagliare, scegliere. Che parla di padri e figli, di fratelli e sorelle, di perdite che non si rimarginano, ma anche di possibilità che la vita, sebbene ferita, continua ad offrire. In un panorama cinematografico spesso dominato da urgenze commerciali o narrazioni brevi, questa saga si prende il tempo di scavare, di respirare, di costruire empatia. È cinema che non ha paura della durata perché ha molto da dire. E, cosa rara, lo dice con onestà, sensibilità ed amore per i suoi personaggi. Dopo sei ore, non si ha la sensazione di aver visto un film lungo, ma di aver vissuto una vita intera. E di averne capita un po’ di più anche la nostra.
Trama – fonte: www.comingsoon.it
La Meglio Gioventù è un film di genere drammatico, del 2003, diretto da Marco Tullio Giordana. Il titolo della pellicola è ispirato alla omonima raccolta di poesie pubblicata nel 1954 da Pier Paolo Pasolini. Il film racconta i cambiamenti della storia italiana dall’estate del 1966 fino alla primavera del 2003 attraverso le vicende di una famiglia romana della media borghesia: la famiglia Carati. Vengono quindi ripercorsi i fatti salienti di quegli anni: l’alluvione di Firenze nel 1966, le contestazioni del 1968, il terrorismo, Tangentopoli e gli attentati di mafia. La storia si concentra intorno ai due dei quattro figli: Nicola (Luigi Lo Cascio) e Matteo (Alessio Boni), due studenti universitari. Matteo, riservato e scontroso, sempre alla ricerca del suo posto nel mondo “cercare regole da applicare” studia lettere, mentre Nicola, carattere più estroverso, propositivo e ottimista studia medicina per diventare psicanalista.
Sono prossimi alla partenza per un viaggio organizzato insieme agli amici Carlo e Berto per la Norvegia con meta Capo Nord. Matteo che lavora in una clinica psichiatrica come logoterapista conosce Giorgia (Jasmine Trinca) una ragazza di 16 anni problematica, schedata come schizofrenica, orfana di madre e originaria di un piccolo paesino abruzzese. Giorgia a causa di gravi problemi personali, ha difficoltà a parlare e a toccare gli altri dunque viene curata con l’elettroshock. Ben presto l’amicizia con lei si trasforma in un legame sempre più profondo, parlandole e condividendo le sue passioni per la letteratura e la fotografia. Infine arriva persino a liberarla visto che non sopporta vederla spegnersi ogni giorno di più e la porta via con se al sicuro. I fratelli Matteo e Nicola decidono di separarsi dal gruppo il giorno programmato per la vacanza che si trasforma in un viaggio differente…
Cast – fonte: www.comingsoon.it





























Trailer
Riconoscimenti – fonte: www.mymovies.it
Il film ottenne ben sette nomination ai Nastri d’Argento del 2004, trasformandole tutte in nastri:
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Miglior regia a Marco Tullio Giordana
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Miglior attore a Claudio Gioé, Luigi Lo Cascio, Stefano Abbati, Fabrizio Gifuni, Alessio Boni, Andrea Tidona, Riccardo Scamarcio, Danilo Maria Valli, Aldo Innocenti
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Miglior attrice a Adriana Asti, Jasmine Trinca, Sonia Bergamasco, Maya Sansa
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Miglior sceneggiatura a Sandro Petraglia, Stefano Rulli
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Miglior montaggio a Roberto Missiroli
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Miglior fonico in presa diretta a Fulgenzio Ceccon
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Miglior produzione a Andrea Barbagallo
Curiosità – fonte: www.cinematographe.it
1. La lunghezza di La meglio gioventù.
Cominciamo da una cosa piuttosto evidente: la lunghezza del film. La meglio gioventù dura infatti sei ore. Era stato pensato originalmente come sceneggiato televisivo da mostrare a più puntate sulla Rai. Tuttavia, dopo la presentazione e il successo clamoroso ottenuto al Festival di Cannes nel 2003 il film è stato diviso in due parti e portato al cinema. Solo alcuni mesi dopo Rai 1 ha trasmesso il film in quattro parti, così com’era stato originalmente pensato.
2. Chi sono i protagonisti di La meglio gioventù.
Luigi Lo Cascio, Jasmine Trinca, Fabrizio Gifuni, Sonia Bergamasco, Alessio Boni, Riccardo Scamarcio. Sono solo alcuni dei nomi dei protagonisti del film di Marco Tullio Giordana. Nel 2003 erano quasi tutti esordienti al cinema o ancora poco conosciuti (a esclusione forse di Lo Cascio che aveva ottenuto successo con I cento passi pochi anni prima, diretto sempre da Giordana). Oggi sono tra gli attori e le attrici più noti e apprezzati. E loro stessi spesso riconoscono il ruolo avuto da La meglio gioventù nel lanciare le loro carriere.
3. Tutti i premi vinti da La meglio gioventù.
Come anticipato, La meglio gioventù fu presentato con grande successo al Festival di Cannes del 2003. Nella sezione Un Certain Regard vinse infatti il premio come miglior film. Ma non fu l’unico riconoscimento ricevuto. Il film trionfò infatti anche ai David di Donatello, vincendo ben sei statuette, e ai Nastri d’argento, dove i premi vinti furono addirittura sette.
4. Un altro nome per la regia di La meglio gioventù.
Pare che La meglio gioventù potesse essere diretto anche da Daniele Luchetti, altro celebre regista italiano. Del resto Luchetti ha a lungo lavorato nel corso della propria carriera con i due sceneggiatori che hanno scritto il film di Giordana, cioè Sandro Petraglia e Stefano Rulli.
5. Incongruenze temporali in La meglio gioventù.
Quando realizzi un film così ampio, con diverse salti temporali tra epoche anche distanti tra loro, qualche incongruenza storica va messa in conto. Tanto che poi solo i più attenti sapranno notarle. Anche in La meglio gioventù c’è qualche errore di questo tipo. Tanto per citarne uno, di natura musicale, si può ricordare che a un certo punto, nel 1966 del film, si sente la canzone “Might just take your life” dei Deep Purple, uscita però nel 1974. Una piccola cosa, che non guasta di certo il film.


