Malèna

Malèna

2000 ‧ Romantico/Drammatico ‧ 1h 30m

Con Malèna, Tornatore racconta una storia intima dentro la Storia: la Sicilia della Seconda guerra mondiale, vista attraverso gli occhi di un ragazzino, Renato (Giuseppe Sulfaro), che scopre il mondo, il desiderio e la crudeltà umana. Al centro, l’icona: Malèna (Monica Bellucci), una donna bellissima, vedova di guerra, che diventa bersaglio dei pettegolezzi, delle invidie e della violenza di un paese intero. Il film vive di contrasti. Da un lato la fotografia calda di Lajos Koltai, che restituisce la luce mediterranea con sensualità e malinconia; dall’altro la durezza delle dinamiche sociali, dove la bellezza di Malèna non è un dono ma una condanna. Tornatore mette in scena la provincia italiana del ’40 come un microcosmo feroce, dove il desiderio si trasforma in odio, e l’amore in ossessione. Renato osserva, spia, immagina: il suo sguardo è acerbo e innocente, eppure carico di un erotismo adolescenziale che il regista tratteggia senza mai indulgere nella volgarità. In lui si riflette lo spettatore: testimone impotente di un processo di distruzione. La voce narrante adulta, che ripercorre quei ricordi, conferisce al film un tono nostalgico e struggente, quasi da romanzo di formazione. Monica Bellucci, qui forse al suo apice cinematografico, non ha bisogno di molte battute: il suo corpo, il suo volto, il suo modo di muoversi bastano a comunicare grazia e dolore. È allo stesso tempo simbolo e persona: dea pagana e vittima sacrificale. La sua Malèna non è tanto “personaggio” quanto metafora della condizione femminile in una società patriarcale: guardata, desiderata, giudicata, condannata. La musica di Ennio Morricone, con quelle note sospese tra malinconia e dolcezza, amplifica la dimensione fiabesca e al tempo stesso tragica. Ogni tema musicale sembra un sospiro trattenuto, una carezza che non può mai arrivare. Il finale, quando la guerra finisce e Malèna torna in paese, è amarissimo: il tempo passa, le malelingue si zittiscono, ma le ferite restano. Renato, ormai adulto, riconosce che quella donna ha incarnato per lui non solo il desiderio, ma la misura stessa del coraggio e della dignità. Malèna è un film che parla di eros, di memoria e di perdita. Non è privo di ingenuità (alcune sequenze calcano troppo la mano melodrammatica), ma resta un’opera capace di emozionare perché mostra come il desiderio e la crudeltà convivano negli sguardi, nei silenzi, nelle piccole comunità. Tornatore ci dice che l’amore adolescenziale è destinato a dissolversi, ma lascia sempre un segno: un’ombra dolceamara che accompagna tutta la vita.

 


Trama – fonte: www.comingsoon.it

Malèna, film scritto e diretto da Giuseppe Tornatore, racconta la storia di Maddalena Bonsignore Scordía (Monica Bellucci), detta Malèna, una bellissima donna che vive con suo marito Nino (Gaetano Aronica) in un piccolo paesino siciliano. La sua vita si complica quando l’uomo parte per offrire servizio militare durante la seconda guerra mondiale. Rimasta sola, è esposta alla gelosia delle donne del luogo che non possono sopportare il fascino erotico che Malèna esercita sui solo mariti. Ma non sono solo gli adulti a innamorarsi di lei: anche il giovane Renato Amoroso (Giuseppe Sulfaro), di appena tredici anni, fantastica di poter costruire un futuro insieme. Poi, dal fronte, la notizia della morte di Nino fa precipitare le cose. Non c’è più nessuno che possa difenderla dalle calunnie, che diventano ogni giorno sempre più pesanti, fino a condannarla brutalmente sulla pubblica piazza…


Cast – fonte: www.comingsoon.it


Trailer


Riconoscimenti – fonte: www.mymovies.it

Il film ottenne due nomination ai Premi Oscar del 2001:

  • Nomination Miglior fotografia a Lajos Koltai
  • Nomination Miglior colonna sonora a Ennio Morricone

Curiosità – fonte: varie

1 – Ispirazione personale
Tornatore ha dichiarato che la storia gli è stata ispirata da alcuni ricordi d’infanzia e dai racconti ascoltati nel suo paese in Sicilia: donne bellissime che diventavano oggetto di pettegolezzi, invidia e maldicenze.

2 – Scandalo e censura
Quando uscì, il film fu molto discusso: alcune scene furono giudicate troppo esplicite, soprattutto negli Stati Uniti, dove venne distribuito in una versione censurata. In Italia, invece, non subì tagli rilevanti ma suscitò comunque polemiche.

3 – Monica Bellucci consacrata icona
Per Monica Bellucci fu il film della consacrazione internazionale. Non aveva ancora una carriera hollywoodiana avviata, e Malèna la rese una star mondiale.

4 – Colonna sonora da Oscar
La musica è firmata da Ennio Morricone, che ricevette una candidatura agli Oscar 2001. La colonna sonora è considerata una delle sue più delicate e struggenti.

5 – La location
Pur essendo ambientato in Sicilia (in particolare a Castelcuto, paese immaginario), molte scene furono girate a Siracusa: piazza Duomo, Ortigia e altre zone della città.

6 – Accoglienza divisa
In Italia fu apprezzato per la sua fotografia e regia, ma accusato da alcuni di indulgere troppo nella sessualizzazione del personaggio di Malèna. Negli Stati Uniti, Roger Ebert lo definì “visivamente splendido e commovente”.

7 – Un film di formazione
Anche se Monica Bellucci è la figura centrale, il vero protagonista è il ragazzino Renato (Giuseppe Sulfaro). È un racconto di crescita, di desiderio e di sguardo adolescenziale verso il mistero femminile.

8 – Premi
Il film ricevette due nomination agli Oscar (colonna sonora e fotografia), ma non vinse. In compenso ottenne un enorme successo internazionale e rese Tornatore ancora più conosciuto oltre i confini italiani.


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