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Seven

1995 ‧ Film drammatico/Film di mistero ‧ 2h 8m

Ernest Hemingway una volta ha scritto: “Il mondo è un bel posto e vale la pena combattere per esso”. Condivido la seconda parte! (Dct. Somerset).

Questa frase chiude la meravigliosa fatica del regista David Fincher. Un film che riprende tutti gli elementi del classico thriller in cui il serial killer fa da baricentro. I detective Somerset (Morgan Freeman) e Mills (Brad Pitt) vengono descritti come consolidate caricature a cui siamo stati abituati dalla narrativa poliziesca, mentre il serial killer John Doe (Kevin Spacey), l’uomo senza identità, è il colpo di scena, il quid in più che rende questa pellicola unica nel suo genere. Una tensione costante governa tutta la storia, rappresentata con una fotografia cromatica a tinte scure, che ne caratterizza un’aura grottesca e adrenalinica. L’animo noir invece, proviene dalla scelta delle ambientazioni: luoghi chiusi, scuri, claustrofobici in cui gli spettatori vengono condotti dai detective durante le loro indagini.


Trama – fonte: www.comingsoon.it

Il detective William Somerset (Morgan Freeman), saggio e anziano poliziotto vicino alla pensione, viene affiancato dal giovane impulsivo e istintivo David Mills (Brad Pitt), destinato a sostituirlo. Mills è sposato con Tracy (Gwyneth Paltrow) che aspetta un bambino ma lui ancora non lo sa. I due detective, molto differenti tra loro per temperamento e modo di lavorare, sono chiamati a indagare sul particolare omicidio di un obeso costretto a mangiare fino alla morte. Il giorno successivo, quando viene ritrovato un avvocato corrotto e senza scrupoli orrendamente mutilato e sulla scena del delitto è scritta con il sangue la parola “avarizia”, Somerset intuisce che i due delitti sono collegati e che l’assassino sia lo stesso. Dopo aver rinvenuto nella casa della prima vittima la scritta “gola”, i poliziotti capiranno di avere di fronte un serial killer che sta punendo con la morte i colpevoli dei sette vizi capitali ispirandosi a questi anche nelle modalità degli omicidi, secondo la pena prevista dal contrappasso.
Nel frattempo, Somerset viene invitato a cena dalla moglie del giovane detective, che vuole far riconciliare i colleghi dal momento che faticavano inizialmente ad andare d’accordo ma che poi, accomunati dall’obiettivo comune, trovano un’intesa. Comincia così la caccia allo spietato maniaco che lascia appositamente indizi sulle sue scene del delitto per far si che i due poliziotti riescano a seguire una macabra pista di omicidi sempre più efferati.
In un crescendo di suspence l’assassino continuerà però a colpire, anche se Somerset riesce a identificarlo quando un agente dell’FBI gli passa una lista di persone che nella biblioteca cittadina hanno preso in prestito libri sui vizi capitali. La violenza omicida non si fermerà nemmeno quando il killer si costituisce e finirà per coinvolgere molto da vicino proprio la vita di Mills.


Cast – fonte: trovacinema.repubblica.it


Trailer


Riconoscimenti – fonte: movieplayer.it

Il film ottenne una candidatura ai Premi Oscar del 1996:

Nomination Miglior montaggio a Richard Francis-Bruce


Curiosità – fonte: cinema.fanpage.it

1 – La pioggia

Nel film, piove tutti i giorni, tranne l’ultimo. Il motivo non è relativo ad una scelta di script, ma più di continuità. Il primo giorno in cui ha girato Brad Pitt pioveva e le riprese non potevano essere rimandate, così sono state girate molte scene con l’amato attore, anche perchè Pitt aveva tenuto a precisare che non si sarebbe trattenuto settimane sul set, poichè doveva girare anche “L’esercito delle 12 scimmie” (1995), di Terry Gilliam.

2 – La scelta di Gwyneth Paltrow

Gwyneth Paltrow è stata la prima scelta di David Fincher per la parte della moglie di Brad Pitt, dopo averla vista in “Omicidi di provincia” (1993), diretto da Steve Kloves. La Paltrow, inizialmente, non sembrò interessata, così Fincher chiese a Brad Pitt – allora suo fidanzato – d’intercedere per convincerla ad accettare.

3 – Kevin Spacey fotografo

Kevin Spacey, interprete del ruolo dell’antagonista John Doe, ha fatto la sua prima apparizione nel film nei panni del fotografo che scatta le foto a Brad Pitt e Morgan Freeman sulla scena del crimine. Se mettete in pausa il film, quando Pitt tenta di togliergli la macchina fotografica dalle mani (verso il minuto 54), si può chiaramente vedere che è Kevin Spacey.

4 – L’incidente capitato a Brad Pitt

Durante le riprese della scena in cui Mills/Pitt insegue John Doe/Spacey sotto la pioggia, Brad Pitt cadde e il suo braccio andò a sbattere sul parabrezza di un auto. L’attore fu sottoposto, addirittura, ad un intervento chirurgico. L’incidente, comunque, fu “assorbito” dalla sceneggiatura del film, dato che questa prevedeva che Mills si ferisse, anche se non esattamente in quel modo.

5 – L’unico omicidio mostrato nel film

L’unico omicidio effettivo che viene visualizzato sullo schermo è quando Mills spara John Doe, mentre è in custodia della polizia, alla fine del film. Il resto degli omicidi avviene off-screen, e lo spettatore ne constata solo le conseguenze.

6 – Il rifiuto e il pentimento di Denzel Washington

Denzel Washington ha rifiutato la parte del detective Mills, dichiarando ad Entertainment Weekly che il film era troppo “dark e cattivo”. In seguito, però, Washington si pentì della sua decisione dopo aver assitito alla proiezione della pellicola.

7 – Nessun premio importante

Il film ha fatto incetta di nomination in tutti i maggiori festival e concorsi cinematografici mondiali, ma ai Golden Globe non fu minimamente considerato e ai BAFTA fu nominato solo per la Miglior sceneggiatura originale e agli Oscar per il Miglior montaggio. Misteri di Hollywood.

8 – Il romanticismo di Guillermo del Toro

Il visionario Guillermo del Toro rifiutò di dirigere la pellicola, perché, avendo di base un’indole romantica e ottimista (almeno in quel periodo), non era d’accordo con lo script che offriva una visione totalmente oscura del mondo.

9 – Il numero 7

Il numero 7 ricorre spesso nel film. Qualche esempio? Brad Pitt ha ricevuto un compenso di 7 milioni di dollari per girare “Seven”; tutti i numeri dei palazzi, nella scena iniziale del film, sono contrassegnati dal numero 7 e la “consegna finale” era prevista per le ore 7 p.m.

10 – Camei d’eccezione

Nel film ci sono vari camei d’eccezione, tra cui quelli di Andrew Kevin Walker, lo sceneggiatore del film, che appare nella pellicola negli “sfortunati” panni del primo cadavere, e di Alfonso Freeman, figlio del grande Morgan, che è il tecnico che si occupa delle impronte digitali.



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