GhostBusters – acchiappafantasmi
“Ghostbusters – Acchiappafantasmi” si presenta come un esempio perfettamente equilibrato tra commedia e fantascienza, con una regia che dosa sapientemente ritmo e tempi comici senza sacrificare la costruzione narrativa. Dal punto di vista tecnico, il film utilizza effetti visivi pionieristici per l’epoca, basati su una combinazione di animatronica, matte painting e primi processi digitali, che riescono ancora oggi a risultare credibili grazie anche ad un utilizzo intelligente della fotografia che preferisce atmosfere lievemente desaturate per enfatizzare l’ambiente urbano newyorkese. Il design sonoro è studiato al dettaglio e accompagna ogni apparizione sovrannaturale con timbriche sintetiche che rimandano immediatamente alla dimensione ultraterrena, mentre la colonna sonora, caratterizzata dal tema di Ray Parker Jr., contribuisce a creare un’identità sonora immediatamente riconoscibile. Il montaggio riesce a mantenere la tensione pur lasciando spazio all’ironia, alternando scene d’azione più serrate con momenti di dialogo in cui la caratterizzazione dei personaggi raggiunge il suo punto forte. Le scenografie, in particolare la trasformazione del palazzo di Dana in portale dimensionale, mostrano una cura artigianale nella realizzazione dei set, combinando elementi architettonici reali con aggiunte scenografiche che si integrano perfettamente nel contesto urbano. Tutti questi elementi fanno di Ghostbusters non solo un cult della cultura pop, ma anche un prodotto tecnicamente raffinato che ha saputo sfruttare al meglio le tecnologie disponibili all’epoca e integrarle in un linguaggio cinematografico coerente e innovativo.
Trama – fonte: www.comingsoon.it
Ghostbusters – Acchiappafantasmi è un film del 1984, diretto da Ivan Reitman. Peter Venkman (Bill Murray), Raymond Stantz (Dan Aykroyd) ed Egon Spengler (Harold Ramis) sono tre ricercatori universitari di parapsicologia. I tre vengono contattati dalla Biblioteca Pubblica di New York per l’avvistamento al suo interno di un fantasma, quello dell’ex bibliotecaria Eleanor Twitty. Per la prima volta i tre stravaganti e sconclusionati scienziati si trovano di fronte ad un ectoplasma. Raccolti dei campioni, iniziano a valutare le enormi potenzialità della loro scoperta. Nel frattempo però vengono espulsi dal rettore dell’Università per gli scarsi risultati nei rispettivi ambiti di ricerca. I tre appassionati di fenomeni paranormali, non vogliono rinunciare alla loro passione e decidono pertanto di costituire una ditta di acchiappafantasmi a pagamento. Dopo aver realizzato delle sofisticate apparecchiature come lo zaino protonico, in grado di catturare l’energia psicocinetica dei fantasmi, il rilevatore di energia psicocinetica e le ghost-trap, strumento indispensabile per intrappolare i fantasmi, i tre acquistano una palazzina decadente ex sede dei Vigili del Fuoco, che diventerà il loro quartier generale. Una vecchia ambulanza trasformata in un pulmino di pronto intervento per fenomeni paranormali, Ecto1, fungerà da loro mezzo di trasporto. Mancano solo i primi clienti e l’attività può dirsi avviata! Le prime richieste di aiuto tardano ad arrivare, ma non per molto. La prima cliente sarà una violoncellista del West Central Park, Dana Barret (Sigourney Weaver), che assiste terrorizzata a strane visioni di esseri raccapriccianti che pronunciano il nome: “Zuul” nel frigorifero di casa. È solo l’inizio di un’incredibile avventura che vedrà gli acchippafantasmi impegnati nel delicato e arduo compito di salvare l’intera città di New York da Gozer, malvagia divinità proveniente dall’antichità.
Cast – fonte: www.comingsoon.it
















Trailer
Riconoscimenti – fonte: www.mymovies.it
Il film ottenne due nomination ai Premi Oscar del 1985:
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Nomination Miglior canzone a Ray Jr. Parker
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Nomination Migliori effetti speciali visivi a Richard Edlund, John Bruno, Chuck Gaspar, Mark Vargo
Curiosità – fonte: www.vanityfair.it
1. Il cast originale con John Belushi e Eddie Murphy.
Nelle intenzioni di Dan Aykroyd, i Ghostbusters dovevano essere lui stesso, Harold Ramis, l’amico John Belushi nel ruolo di Peter Venkman e Eddie Murphy in quello di Winston Zeddmore. Purtroppo, Belushi morì per overdose durante la pre-produzione mentre Murphy era già impegnato sul set di Beverly Hills Cop. Venkman fu allora proposto a Steve Guttenberg che gli preferì il Carey Mahoney di Scuola di polizia. Il ruolo andò, così, a Bill Murray che improvvisò la maggior parte delle sue battute, rendendo il personaggio iconico.
2. L’equipaggiamento dei Ghostbusters.
Costumi e oggetti di scena provengono dagli schizzi della coppia Akroyd/Ramis. L’attrezzista Stephen Dane fu la mente brillante dietro lo zaino protonico, la ghost trap, il raccoglitore per la melma e lo slime blower. Si ispirò all’armamento visto sulle pagine di una rivista militare, comprendente dei particolari lanciafiamme e vani per bombe. Le divise degli acchiappafantasmi furono, invece, ricavate da tute da aviatore militari del tipo CWU 27/P.
3. La mitica caserma dei Ghostbusters.
Il quartier generale degli Acchiappafantasmi è, in realtà, un mix di due caserme dei pompieri. L’esterno è Firehouse, Hook & Ladder Company 8 nel quartiere Tribeca di Manhattan, New York City. L’interno, invece, è di un’altra caserma dei vigili del fuoco: la Firestation No. 23 al 225 East Fifth Street di Los Angeles. Entrambe sono state costruite nel 1912.
4. La Ecto-1.
La super station wagon degli Acchiappafantasmi è una Cadillac Ambulance limo-style del 1959. Una versione prodotta dalla Miller-Meteor di Piqua, Ohio, che aveva la licenza per modificare i veicoli Cadillac nelle versioni ambulanza, carro funebre e limousine.
5. Slimer non si chiamava Slimer.
L’ingordo e melmoso ectoplasma fluorescente non diventò Slimer fino alla popolare serie animata del 1986. Nel film originale, infatti, viene chiamato solo «blob disgustoso». Durante i sei lunghi mesi di realizzazione, il mitico fantasma verde fu soprannominato dall’effettista Steve Johnson «Onionhead», testa di cipolla, a causa del materiale puzzolente usato per crearlo.
6. Il fantasma di John Belushi.
Akroyd e Ramis chiesero al progettista del verdastro burattino di basare i suoi lineamenti su quelli di Bluto, l’iconico personaggio interpretato dal defunto amico John Belushi in Animal House.
7. Il lato comedy di Ripley.
Prima di Ghostbusters, Sigourney Weaver era nota solo per film «seri». Aveva recitato in molte commedie alla Yale Drama School e voleva mostrare quel lato di sé. Come parte dell’audizione per Dana Barrett, la star di Alien si alzò su un divano e cominciò ad abbaiare come un cane.
8. Stay Puft Marshmallow Man.
Dan Aykroyd incaricò un suo amico di disegnare l’Uomo della pubblicità dei Marshmallow, immaginandolo come un incrocio tra l’omino Michelin e Doughboy, mascotte della Pillsbury negli anni ’80. Il pupazzone fu «indossato» dallo stuntman Bill Bryan, che creò la sua camminata ispirandosi a Godzilla. Furono realizzati tre Mr.Stay Puft, costati 20 mila dollari ciascuno, e vennero tutti distrutti durante le riprese.
9. Il logo di Ghostbusters.
Il celebre logo, con il simbolo del divieto color rosso e il fantasma bianco, fu disegnato da Michael Gross su indicazioni di Dan Aykroyd che lo aveva immaginato e descritto nella sceneggiatura del film.
10. Who you gonna call?
Ray Parker Jr. ha composto la famosissima canzone del film, in soli due giorni, dopo essere stato ispirato dallo slogan di uno spot di una ditta di spurghi che diceva: «Chi chiamerai?».


