L’uomo con la macchina da presa
L’uomo con la macchina da presa (1929) di Dziga Vertov rappresenta una delle più radicali sperimentazioni formali della storia del cinema. Privo di una narrazione tradizionale, di personaggi e di intertitoli esplicativi, il film si configura come una riflessione sul potere della macchina da presa e sul linguaggio cinematografico stesso. Vertov costruisce un ritratto dinamico della vita urbana sovietica attraverso un montaggio estremamente innovativo che combina immagini documentarie, sovrimpressioni, rallentamenti, accelerazioni, stop motion, split screen e inquadrature ottenute da punti di vista inconsueti. La fotografia sfrutta con grande efficacia il contrasto tra geometrie industriali e presenza umana, trasformando la quotidianità in un flusso visivo di forte impatto ritmico. Fondamentale è il lavoro sul montaggio, affidato a Yelizaveta Svilova, che organizza il materiale in una struttura associativa e musicale capace di generare significati senza ricorrere a una trama convenzionale. La regia adotta un approccio metacinematografico mostrando il cameraman al lavoro e il processo stesso di realizzazione del film, anticipando tecniche e riflessioni che diventeranno centrali nel cinema moderno. L’opera costituisce il manifesto più compiuto della teoria del Cine-Occhio, secondo la quale la cinepresa possiede una capacità di osservazione superiore a quella umana. Ancora oggi sorprende per modernità, inventiva e libertà espressiva, confermandosi un punto di riferimento imprescindibile per il documentario, il cinema sperimentale e l’evoluzione del linguaggio audiovisivo.
Trama – fonte: www.comingsoon.it
L’uomo con la macchina da presa segue il corso di una giornata in una città sovietica, dal risveglio mattutino fino alle attività serali. Attraverso immagini della vita quotidiana, del lavoro, dei trasporti e del tempo libero, il film ritrae il dinamismo della società moderna. Parallelamente mostra il cameraman che realizza le riprese e la montatrice che assembla il film, trasformando il processo cinematografico stesso in parte del racconto. Nonostante l’assenza di una trama tradizionale, l’opera celebra il potere della macchina da presa di osservare e interpretare la realtà.
Cast – fonte: www.comingsoon.it



Trailer
Riconoscimenti – fonte: www.mymovies.it
Nessun riconoscimento di rilievo!
Curiosità – fonte: WEB
1 – Il “uomo con la macchina da presa” che vediamo nel film non è un attore professionista, ma il fratello del regista, Mikhail Kaufman, che fu anche il principale operatore delle riprese.
2 – Il film dà l’impressione di svolgersi in una sola città, ma in realtà è stato girato tra diverse città sovietiche, tra cui Mosca, Kiev e Odessa, assemblate dal montaggio come se formassero una metropoli unica.
3 – Molte scene mostrano il cameraman in situazioni rischiose: sui binari davanti ai treni, su automobili in movimento e in posizioni estremamente pericolose per ottenere l’inquadratura desiderata.
4 – Pur dichiarandosi un film senza attori e senza finzione, alcune sequenze furono in realtà preparate o ricostruite per esigenze cinematografiche. Questa apparente contraddizione è ancora oggi oggetto di discussione tra gli studiosi.
5 – La montatrice del film, Yelizaveta Svilova, era la moglie di Vertov. Nel film compare spesso mentre monta fisicamente le pellicole, trasformando il montaggio stesso in parte dello spettacolo.
6 – Il film venne girato nell’arco di circa tre anni, un tempo considerevole per un’opera documentaria dell’epoca.
7 – Oggi è considerato un capolavoro assoluto, ma all’epoca molti critici e registi sovietici lo attaccarono. Persino Sergej Ejzenštejn lo liquidò con sarcasmo definendolo una sorta di “teppismo della macchina da presa”, accusandolo di privilegiare la forma rispetto al contenuto.
8 – La velocità del montaggio era impressionante per il 1929: la durata media di un’inquadratura era circa 2,3 secondi, contro oltre 11 secondi dei film contemporanei. Molti spettatori dell’epoca trovarono il ritmo quasi sconvolgente.
9 – Diverse tecniche oggi comunissime — split screen, fermo immagine, rallentatore, accelerato, doppia esposizione, macchina da presa montata su veicoli in movimento — furono portate a livelli mai visti prima proprio in questo film.
10 – Nella celebre classifica dei più grandi film di tutti i tempi compilata dalla rivista britannica del British Film Institute, il film compare regolarmente nelle posizioni più alte tra i documentari e le opere sperimentali.


